L’arte contemporanea in scena nella città in evoluzione

siamo_con_voi_nella_notte_claire_fontaineCinque artisti internazionali e le loro opere pubbliche in giro per la città in aree insolite fino al 22 novembre

ROMA – Roma è città classica, con monumenti magnifici, musei di grande prestigio, vasti parchi di antica tradizione. C’è però un’altra Roma, quella delle periferie, con elementi del tessuto urbano per lo più sconosciuti, con aree industriali recuperate, con nuovi e importanti progetti architettonici realizzati recentemente. E’ a questa riscoperta che è rivolta l’iniziativa Temporaneo- arte contemporanea nella città in evoluzione attraverso la produzione di cinque “opere pubbliche” realizzate da cinque artisti internazionali all’interno di aree insolite nel panorama della città.

In una realtà che vede le istituzioni pubbliche in difficoltà, plaudiamo all’intervento di associazioni e di collezionisti privati che contribuiscono al compito di promuovere l’arte contemporanea presso un pubblico più vasto e soprattutto più giovane. L’iniziativa si deve a IMF Foundation che ha raccolto l’eredità del Festival Jazz International e oggi coproduce con Musica per Roma importanti rassegne musicali aprendosi anche ai linguaggi contemporanei, e a Nomas Foundation, la fondazione di Stefano e Raffaella Sciarretta, impegnata già da tempo a sostegno dell’arte.

I luoghi interessati a questo tour sono i giardini dell’Auditorium, le vetrerie Sciarra a via dei Volsci, l’università Roma Tre sull’Ostiense, il Teatro India, il nuovo ponte sul Tevere al Flaminio. Ci possiamo così addentrare, con curiosità, e superando le difficoltà di muoversi nella Roma odierna, nello spazio dedicato ai bambini all’interno del giardino dell’Auditorium per ammirare l’insolito pollaio spaziale a forma di shuttle del kosovaro Petrit Halilaj, proiettato tra il desiderio di conquista dello spazio e l’aspirazione a rimanere attaccati alle proprie origini rurali. Percorriamo il Ponte della Musica e ascoltiamo tra l’altezza delle campate e il corso placido del Tevere un dolcissimo suono di un violino Rom che viene trasmesso da alcune casse a creare, secondo il progetto di Giorgio Andreotta Calò, una comunicazione tra l’alto e il basso.

Ci spostiamo fino all’Ostiense per il lavoro dell’austriaco Hans Schabus che nel cortile del Rettorato di Roma Tre ha proposto una nuova combinazione di alcune piante, arredo del luogo per sottolineare i temi a lui cari, la relazione tra il lavoro, lo spazio pubblico, la possibilità di trasformare le cose e anche i pensieri per aprirsi a un nuovo dialogo. Andiamo poi alla Facoltà di Scienze Umanistiche in via dei Volsci per il bel lavoro di Flavio Favelli che utilizza le antiche vetrate Sciarra per proporre un’operazione di memoria applicando ad esse un collage di manifesti cinematografici di cinema per adulti degli anni ’70 e ’90. Un muro affrescato, grafiche audaci e la memoria di un mondo passato.

L’ultimo lavoro ci porta al recuperato Teatro India, dove, in alto, tra vecchie costruzioni industriali, spicca la scritta al neon di Claire Fontane, un collettivo che si è sempre distinto per un’opera di solidarietà verso i prigionieri politici, con la frase “Siamo con voi nella notte” riferita allo spazio di azione per una possibile ribellione che oggi in un contesto diverso evoca il movimento dei lavoratori dello spettacolo in atto al Teatro Valle. La rassegna sarà ‘on air’ fino al 22 novembre.

(Maria Grazia Tolomeo)

Potrebbero interessarti anche