Pompei, storia di danni e responsabilità

pompei_sliderPronti i finanziamenti per il restauro, ma la Ue vuole essere certa che saranno usati con procedure trasparenti

ROMA – Oggi il Commissario europeo per la politica regionale, Johannes Hahn, è a Roma per presentare la futura architettura della politica di coesione europea e successivamente per visitare insieme al ministro Galan il sito archeologico di Pompei. E proprio a Pompei, a seguito della serie di crolli verificatisi negli ultimi due anni, l’Ue è pronta a finanziare un progetto di restauro del sito che fa parte del patrimonio dell’Unesco, sulla base della bozza del piano italiano ”Progetto Pompei” con interventi di restauro per il 2011-2015.

Il piano degli interventi che viene fatto passare per Pompei in realtà non è di 105 milioni bensì di 85 milioni di euro ( vedi allegato ) e tra l’altro molte di tali risorse sono destinate fuori dagli scavi. Questo significa che il progetto Pompei va rivisto e, come sostiene il Consiglio Superiore, va istituita una cabina di regia anche per evitare gli appetiti che si creano immancabilmente quando vi sono risorse da spendere.

Infatti da più parti vengono segnalate riserve e perplessità in merito alla previsione di utilizzare risorse ingenti per l’effettuazione di rilievi, verifiche e indagini idrogeologiche per un importo di 8,2 milioni di euro, così come la spesa di 1,8 milioni per il piano di rafforzamento di capacity building. I rilievi, secondo quando si legge, saranno compiuti con la metodologia utilizzata per l’area archeologica di Roma che consiste nel trattare una Domus mediamente in tre/quattro giorni, con laser scanner e/o 3d fotoscanner e analisi da parte di una squadra composta da un archeologo, un architetto e uno strutturista.

In realtà per Pompei esiste già un “piano della conoscenza”, nonché il lavoro fatto dal prof. Gambardella ed il suo Benecon, e quindi in molti sostengono che si possa partire già da quello, a meno che qualcuno non pensi di commissionarlo direttamente alle università di Genova e di Milano cui è stata affidata la prova campione, con l’aggiunta di Padova. Tra l’altro dall’elenco dei progetti risulta che non tutte le risorse vanno agli scavi di Pompei, ma sono destinate anche ad altre sedi su cui ha giurisdizione la Soprintendenza che, ricordiamolo, in maniera infausta Rutelli nel 2007 accorpò con la Soprintendenza di Napoli.

Progetto_operativoQuindi la prima esigenza a cui il Commissario Europeo guarderà è che i fondi siano utilizzati con procedure trasparenti e pubbliche e non per fare regali alla lobby e alla casta di taluni universitari e consulenti. Così in particolare la presenza di Invitalia dovrà dare le necessarie garanzie rivolgendosi ad esempio alle Università di tutto il mondo visto che Pompei è annoverata dall’Unesco quale sito patrimonio dell’umanità.

Peraltro in queste ore, dopo gli ennesimi crolli di venerdì ed i due muretti di oggi, a Pompei è scoppiata la “psicosi del crollo”, così che vengono segnalati anche crolli certamente datati che oggi vengono riportati alla cronaca per uno scarico di responsabilità collettiva. Ora è indubbio che vi sono responsabilità nella gestione del sito archeologico più importante al mondo da parte del Soprintendente, ma è singolare che la politica cerchi di scaricare ad altri responsabilità quando è essa stessa che sceglie il management.

Questa psicosi, nella ricorrenza dei crolli del 2010 della casa del Gladiatore e del Moralista , finisce col distogliere l’attenzione da altri fatti meno eclatanti ma non meno gravi. E’ il caso, per esempio, della gestione dei locali adibiti alla ristorazione e concessi alla società Autogrill. Infatti la società ha la concessione n.87 del 27.01.2009 dove è detto che il ” concedente”, cioè la Soprintendenza di Napoli Pompei, provveda alla messa a norma degli scarichi dei reflui e relativa autorizzazione, nonché all’allacciamento alla fognatura comunale o, in alternativa, all’installazione di un impianto di depurazione o alla raccolta e smaltimento dei liquami in vasca a tenuta stagna.

Tutto ciò non è mai avvenuto e il problema dello scarico dei reflui è stato gestito provvisoriamente dalla stessa società Autogrill che gira, in virtù della clausola contrattuale, le fatture direttamente alla Soprintendenza. Questo ha comportato che per parte dell’anno 2010 la Società Autogrill ha girato fatture per le operazioni di spurgo di 301.319 euro e per i primi cinque mesi del 2011 altri 184.800 euro. A conti fatti la Società Autogrill arriverà alla fine dell’anno a consegnare fatture per oltre 400/420.000,00 euro .

Lo scandalo di questa situazione è che Autogrill paga un canone di locazione di 34.500,00 euro mensili che non bastano neanche a pagare le fatture che invece deve pagare per ” obbligo contrattuale” la Soprintendenza. Di chi è la responsabilità di tutto ciò e perché nessuno ne parla ?

Pertanto Pompei non ha solo problemi di sicurezza ma vi sono anche problemi di gestione e il Mibac dovrebbe fare azione di responsabilità nei confronti di chi sta sperperando risorse pubbliche che potrebbero essere usate per gli interventi di messa in sicurezza e non per pagare gli spurghi.

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