La Borsa brinda agli accordi di Bruxelles

Indici_borsa_sliderGli accordi in sede europea mettono le ali al mondo finaziario. Il differenziale con i bund tedeschi cala

Le Borse di tutta Europa festeggiano l’accordo tra i leader della Comunità europea sui principali punti in agenda, a cominciare dal potenziamento del fondo salva-Stati (Efsf aumenterà le risorse dagli attuali 440 miliardi di euro a 1.000 miliardi), una riduzione del 50% del valore nominale dei bond governativi greci e l’impegno a ricapitalizzare le banche per almeno 106 miliardi, come chiede l’Eba, l’associazione europea delle banche. Banche e assicurazioni  di conseguenza guidano la “grande rimonta” dei listini.

L’indice Mib a fine seduta era salito del 4,13 %, Parigi +4,33%, Londra +2,2%, Francoforte +3,4%. Madrid +2,6%. L’Euribor a tre mesi è rimasto pressoché stabile (1,590%). Anche il differenziale di rendimento tra i nostri Btp e i Bund tedeschi è sceso dai 400 punti raggiunti nei giorni scorsi a quota 358. Grande euforia dunque su tutti i mercati, spinta anche dalle operazioni di ricopertura dei numerosi ribassisti che nelle ultime settimane avevano scommesso sul default della Grecia e le difficoltà di Spagna e Italia.

Un discorso a parte va fatto per le banche dopo che l’Europa ha chiesto di aumentare il “Core Tier 1”, cioè l’indice di patrimonializzazione di ciascun istituto, fino a quota 9. Tradotto in soldoni, questo comporta che, nel suo insieme, sistema creditizio europeo dovrà dotarsi entro il primo semestre 2012 di nuovi mezzi propri per 106 miliardi di euro. Le stime dell’Eba, guidato dall’italiano Andrea Enria, stima che le sole banche italiani dovranno ricapitalizzarsi per 14,7 miliardi

Gli istituti italiani sono chiamati a raccogliere nuovi mezzi propri per quasi 15 miliardi. Per quanto riguarda il nostro Paese, l’Italia si è impegnata a presentare entro il 15 novembre un piano di rilancio dell’economia che, tra l’altro, prevede: la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza; approvazione entro maggio 2012 di una riforma della legislazione del lavoro per aumentare la flessibilità; pensione di vecchiaia a partire da 67 anni entro il 2026 per tutti.

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