Scommesse illecite, un business da 210 miliardi l’anno

Slot-Machine-GratisIn Italia il 10% dei giochi mondiali. Cifre che fanno gola alle mafie. La senatrice Pinotti: “E il governo?”

ROMA – Oltre 70 miliardi di euro spesi al gioco. Praticamente la stessa cifra del debito pubblico italiano. E’ quanto lasciano nelle casse dell’erario giovani, pensionati, casalinghe e professionisti che ogni giorno tentano la fortuna: dal poker al lotto, dai gratta e vinci alle scommesse.

Tra il 2003 e il 2010 lo Stato ha raccolto 309 miliardi di euro dal gioco, con un incremento medio del 20,9% di anno in anno. Per il 2011 la proiezione è di 70 miliardi. Si scommette sul calcio e sui cavalli, si “grattano” tagliandini. E soprattutto si tira la leva delle macchinette, ufficialmente “apparecchi da intrattenimento”: oltre la metà dei soldi finiscono nella pancia delle slot machine, conosciute – giustamente – anche come il “bandito con una mano sola”.

Secondo uno studio citato dalla senatrice ligure Roberta Pinotti (Pd), il 52% dell’intera raccolta da gioco viene proprio dalle slot che, in molti casi, non sono collegate alla rete di controllo, con conseguente evasione della tassazione dovuta. Il “bottino nero” accumulato dai concessionari irregolari negli ultimi anni si aggirerebbe intorno ai 98 miliardi di euro ma tutto il settore del gioco illecito frutterebbe alla criminalità organizzata circa 210 miliardi ogni anno. Più di tre volte la cifra raccolta dallo Stato. Se si considera, poi, che il mercato italiano del gioco rappresenta il 10% di quello mondiale, si comprende la potenziale portata disastrosa del fenomeno.

La tendenza, fra l’altro, è in continua evoluzione, con conseguenze sociali ed economiche devastanti soprattutto per le fasce più deboli della società. “Le azioni poste in essere dai Monopoli di Stato e dal governo fino ad oggi – sottolinea la senatrice – si sono dimostrate inefficaci e inadeguate”, sia per quanto riguarda la tutela dei cittadini che per il contrasto a usura ed estorsione. “Vogliamo sapere – conclude Pinotti – quali misure intendano adottare il ministro Tremonti e il governo”.

(Federica Ionta)

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