Trony manda in tilt Roma: ottomila clienti “chiudono” Ponte Milvio

caos-trony-SLIDERLa promessa di maxi sconti ha fatto arrivare migliaia di persone. 250 agenti impegnati sul traffico | VIDEO

ROMA – Dopo la pioggia, l’elettronica. L’apertura del maxi-store Trony a Ponte Milvio ha paralizzato oggi tutto il quadrante nord-est di Roma. Dal Grande raccordo anulare a San Giovanni automobili e bus sono rimasti bloccati per ore in strada. Complice anche un blocco della metropolitana B per un incidente alla stazione Termini: un uomo si è lanciato sui binari all’arrivo del convoglio diretto a Laurentina, e il servizio è rimasto interrotto fino a tarda mattinata.

Ottomila le persone che hanno cercato di fare acquisti nel nuovo negozio, il più grande store Trony d’Europa. Strade chiuse e adibite a momentanei parcheggio, lavoratori e studenti in fila anche per tre ore su Cassia, Aurelia, Flaminia, Gra: per arginare una vera e propria invasione è stata chiusa al traffico la zona del Piazzale di Ponte Milvio fino a Tor di Quinto. “Sono partita dall’Olgiata alle 7:20 e alle 10:30 ero ancora sulla Flaminia – racconta una donna – Ho visto persone costrette a scendere dall’auto per fare pipì ai bordi delle strade”.

Il Codacons si è fatto subito interprete dei disagi dei romani, aprendo addirittura una pagina sul sito del presidente Carlo Rienzi. “Tutti coloro che sono rimasti intrappolati in auto, che sono arrivati in ritardo a lavoro o a scuola, che hanno perso appuntamenti e incontri importanti a causa del caos verificatosi oggi – si legge in una nota dell’associazione – possono aderire alle iniziative legali del Codacons, volte a far ottenere ai cittadini il risarcimento del danno”.

Ma di chi è la responsabilità di quanto accaduto? Alemanno ha subito scaricato la responsabilità su Trony: “Ci attendiamo atti precisi di scuse e di risarcimento nei confronti di Roma Capitale”, ha detto il sindaco, mentre l’opposizione accusava l’amministrazione capitolina. “Che si tratti di temporali o di interessi commerciali, il risultato non cambia, sono i romani a pagare”, è stato il commento del senatore Pd Raffaele Ranucci. Scettica sulla gestione dell’evento anche parte della maggioranza: “Ci sono, ad esempio, parcheggi sufficienti per garantire una civile coabitazione tra residenti, cittadini che si muovono e legittime aspettative di iniziative imprenditoriali?”, ha chiesto Roberto Buonasorte (La Destra), presidente della commissione Urbanistica della Regione Lazio. Mentre il vice-sindaco Sveva Belvisio ha sottolineato la gravità della decisione di escludere i disabili dall’ingresso al negozio: “Se dovesse essere confermata la notizia secondo la quale ad alcuni bambini e ad alcuni cittadini con disabilità è stato impedito, per esigenze di sicurezza, l’accesso al nuovo centro Trony di Ponte Milvio ci troveremmo di fronte ad un grave ed intollerabile episodio di discriminazione sociale”.

Unico “soddisfatto” della giornata l’assessore alle Attività produttive Davide Bordoni, che di fronte ai cittadini imbottigliati nel traffico ha parlato di un “disagio inevitabile e comunque temporaneo”, cui farà da contro peso “l’opportunità per il comparto produttivo della nostra città” e – addirittura – per “l’attiguo mercato rionale, che avrà la possibilità di richiamare nuovi clienti”.

Bisognerebbe capire chi ha consentito l’apertura di un centro commerciale in una zona delicata come quella di Ponte Milvio. Bloccando metà dei romani nel traffico e tenendo l’altra metà in fila per entrare nel nuovo negozio. Moltissime le persone che si erano accampate fuori dal centro commerciale già ieri sera, per essere i primi ad aggiudicarsi una tv, un frigorifero, un computer, un’iPhone con lo sconto – promesso – del 30%. Un’attesa estenuante che ha scoraggiato alcuni e innervosito altri: non sono, infatti, mancate liti tra i clienti, alcune degenerate in rissa e per le quali è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Intanto a fregarsi le mani è Trony: tutti, anche senza pubblicità, ormai sanno del nuovo negozio inaugurato a Ponte Milvio. Che oggi ha fruttato più di due milioni di euro.

(Federica Ionta)

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