Generale Tricarico, gesto d’altri tempi di grande dignità

Il_generale_TricaricoDopo il sorriso irriguardoso di Sarkozy, restituisce all’Ambasciatore francese la Legion d’Onore conferitagli

ROMA – Pochi giornali (di destra) hanno dato notizia del gesto dell’ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica italiana Leonardo Tricarico – oggi membro autorevole dell’Icsa, il centro studi strategici presieduto da Marco Minniti – che ha restituito all’Ambasciatore di Francia a Roma, Jean-Marc de La Sablière, la Legion d’Onore a suo tempo ricevuta dallo Stato francese. La motivazione del gesto sta “nell’irrisione e nell’ammiccamento irriguardoso” del presidente Sarkozy che ha recato offesa e disonore al nostro Paese.

Romacapitale.net ritiene l’iniziativa del generale (che qualche sciocco conformista ha voluto considerare démodé), degna del massimo rispetto e quindi della sua pubblicazione integrale.

“Nel giugno 2001 il Suo predecessore, l’ambasciatore Jacques Blot, mi consegnò, a nome del Presidente Jacques Chirac, l’onorificenza della Legion d’Onore, la stessa della quale sono oggi costretto a privarmi con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dell’attuale Presidente francese nei confronti dell’Italia. Con la concessione di quella onorificenza la Francia aveva voluto premiare, come dice la motivazione, lo spirito di collaborazione che nel 1999 aveva caratterizzato i 78 giorni di militanza comune nella campagna del Kosovo, portando ad un rapido successo della comunità internazionale, nel segno dell’armonia e del confronto – talvolta anche acceso ma sempre leale – tra i Paesi partecipanti.

In particolare la Francia riconosceva, nel Vice-Comandante della forza aerea multinazionale impegnata nel conflitto, quale allora io ero, l’appoggio fornito dall’Italia ai reparti dell’Armée de l’Air rischierati sulla base aerea di Istrana (TV) ed impiegati nelle quotidiane operazioni su Belgrado. Ad oltre dieci anni da allora, debbo confessare che sin dalle prime battute della più recente controversia armata con la Libia di Gheddafi ho provato un certo disagio nel continuare a fregiarmi della Legion d’Onore.
I comportamenti dell’attuale Presidente francese – comportamenti che tra l’altro hanno inferto un duro colpo alle speranze di una identità europea di difesa, fatto tanto più grave se si considera il ripetuto invito statunitense a prendere in mano le sorti del nostro destino comune in campo di difesa e sicurezza — hanno infatti completamente stravolto le motivazioni che a suo tempo avevano determinato la concessione dell’onorificenza alla mia persona.

Sei mesi fa riuscii però a metabolizzare l’atteggiamento scomposto del Presidente francese, attribuendolo a una circostanza specifica in materie a lui forse non familiari. In questo momento non riesco però a trovare alcuna giustificazione per l’irrisione, l’ammiccamento irriguardoso e la gestualità ridicolizzante usati a Bruxelles l’altro ieri nei confronti del Presidente del Consiglio italiano, e quindi degli Italiani tutti, ma soprattutto nei confronti di un alleato in difficoltà per motivi di politica interna.
Motivi, mi sia consentito sottolineare, certo meno cinici e biechi di quelli che hanno determinato la posizione francese nelle operazioni in Libia. È proprio questo il motivo che ha fatto tramutare il mio personale disagio nell’impossibilità a continuare a considerare alla stregua di onorificenza l’attestato a suo tempo attribuitomi dal Suo Paese, sempre che l’attuale Presidente interpreti correttamente i sentimenti dei suoi cittadini. Le restituisco. pertanto, in nome dello spirito di amicizia del 1999 e per il giuramento di fedeltà all’Italia che mi impegna da oltre mezzo secolo, l’onorificenza della Legion d’Onore allegata a questa lettera”.

Potrebbero interessarti anche