Economie del mare, ecco il patto tra Lazio e Campania

economia-del-mare-SLIDERCinque Camere di commercio firmano il protocollo d’intesa. Il settore occupa 80 mila aziende e 700 mila persone

ROMA – Le Camere di Commercio di Caserta, Latina, Napoli, Roma e Salerno hanno firmato oggi, durante la 24esima edizione dell’Expo nautica Navigare, un protocollo di intesa per lo sviluppo dell’economia del Mare, un settore strategico per la crescita economica di Lazio e Campania e, più in generale, dell’Italia intera.

L’economia del Mare coinvolge, in Italia, circa 80mila imprese e dà lavoro a 670mila persone e, se consideriamo la sua capacità di agire come moltiplicatore economico – secondo stime Censis, 100 nuove unità di lavoro impiegate generano 241 unità di lavoro nell’intera economia nazionale – è facile intuire quali siano le potenzialità di sviluppo di questo settore.

Con il protocollo, le cinque Camere di Commercio si impegnano a sviluppare insieme, mettendo a fattor comune risorse economiche e competenze, azioni volte a promuovere la crescita delle filiere produttive collegate all’economia del mare: progetti di marketing territoriale; organizzazione di eventi fieristici di settore in Italia e all’estero; iniziative di internazionalizzazione per promuovere le eccellenze del settore.

“Il protocollo d’intesa firmato dalle regioni Lazio e Campania per lo sviluppo dell’economia del mare – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Giancarlo Cremonesi – rappresenta un’importante piattaforma per dare ulteriore impulso a un settore strategico per lo sviluppo delle nostre due regioni e dell’Italia in generale. Ad esempio, per quanto riguarda i trasporti marittimi, il 9,1% delle imprese nazionali sono localizzate nel Lazio e il 9,6% in Campania, per un totale delle due regioni che sfiora il 20% del dato nazionale. Ampi margini di crescita ci sono anche per il mercato crocieristico, che già può vantare numeri importanti, con 1 milione 950mila tra sbarchi, imbarchi e transiti di croceristi nel porto di Civitavecchia (primo in Italia e secondo nel Mediterraneo dopo Barcellona) e 1 milione e 140mila in quello di Napoli”.

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