Non c’è pace per la ‘monnezza’ di Roma

malagrotta-sliderUna lettera di Franca Valeri a Napolitano contro la discarica di Corcolle. E per Malagrotta arriva l’ennesima proroga

ROMA – “Vi scrivo nella mia veste di madrina di Ponte Lupo (147 a.C.) e di cittadina indignata per lo scempio che si ha in animo di compiere ai danni di una porzione del nostro territorio carica di storia, bellezze naturali e cultura da non avere eguali”. Comincia così la lettera aperta rivolta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ai ministri Michela Vittoria Brambilla, Stefania Prestigiacomo, Giancarlo Galan e Saverio Romano, pubblicata in un avviso a pagamento sui maggiori quotidiani italiani, firmata dall’attrice Franca Valeri, milanese di nascita ma romana di adozione, e sottoscritta da diverse aziende agricole e comitati locali.

“Mi riferisco – continua la missiva – a quel pezzo dell’Agro Romano Antico che si trova nell’VIII municipio del Comune di Roma, posto tra il Borgo medievale di San Vittorino e la località Corcolle, che è stato scelto dal commissario prefettizio, Giuseppe Pecoraro, come sito di una immensa discarica per risolvere l’emergenza rifiuti della Regione Lazio dopo la chiusura dell’esausta Malagrotta. L’area in questione – spiega – è la zona dei grandi acquedotti romani, tutelata da numerosi vincoli archeologici, paesaggistici e idrogeologici. Una delibera della Giunta regionale del 2008 l’ha individuata come area da inserire in un progetto di valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio”.

“Signor Presidente, signori Ministri, non si possono seppellire 2000 anni di storia sotto tonnellate di immondizia!. La discarica di San Vittorino – si legge ancora – sorgerà a circa settecento metri in linea d’aria dalla fascia di rispetto della Villa di Adriano, monumento inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità”.

Insomma mentre sono cominciati gli espropri dei terreni Corcolle-San Vittorino e Quadro Alto a Riano, individuati dal commissario Pecoraro per la realizzazione dei siti provvisori e temporanei alla discarica di Malagrotta, la bagarre continua. Non solo. Il sindaco Alemanno ha annunciato ieri l’ennesima proroga della chiusura di Malagrotta, da anni ormai al collasso.

“Non è pensabile – ha dichiarato il sindaco – chiudere Malagrotta entro la fine dell’anno, perché i siti alternativi sono in preparazione e quindi penso che il mese più probabile sia marzo, ma aspettiamo le decisioni del prefetto”. Insomma sembrava l’epilogo di una storia infinita, ma non stiamo neanche ai tempi supplementari. Sempre Alemanno subito dopo ci tiene a ribadire, qualora i tempi di chiusura della mega-discarica si dovessero allungare, che “non c’è comunque un ‘rischio Napoli’ per Roma e in ogni caso siamo convinti che le scadenze date da Pecoraro saranno rispettate. Ormai i siti sono stati scelti – ha concluso – e andiamo avanti su questa strada”.

La replica della governatrice del Lazio, Renata Polverini, non si è fatta attendere. “E’ il prefetto, che è anche commissario, che si deve esprimere su questo. Pecoraro ha detto che probabilmente si poteva andare di qualche settimana oltre la scadenza del 31 dicembre, ma questa è una decisione che può prendere soltanto lui”.

 

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