Allarme sicurezza nella Capitale: è scontro sui dati

sicurezza-sliderPer Umberto Marroni (Pd) i reati sono in aumento. Fabrizio Santori (Pdl): numeri sono in linea con le statistiche

ROMA – “E’ evidente che l’incremento di borseggi, furti in casa e di auto può esser collegato alla grave crisi economica che sta colpendo ormai da tre anni la Capitale, crisi sottovalutata sia dal governo Berlusconi che dalla giunta Alemanno, certo è che assume significativa importanza il taglio continuo delle risorse alle forze dell’ordine che ha ridotto il controllo capillare del territorio soprattutto nelle zone periferiche dove si e’ registrata una riduzione dell’orario di apertura dei commissariati”.

A parlare è Umberto Marroni, capogruppo del Pd di Roma Capitale, dopo la diffusione dei dati sulla criminalita’ elaborato dal Sole-24 Ore sui dati forniti dall’Anfp, l’Associazione nazionale funzionari di polizia, dati che indicano in aumento i reati a Roma dell’8% nel 2010 e che fanno riscoppiare le polemiche sulla sicurezza a Roma. ”Come volevasi dimostrare nonostante le rassicurazioni ed i continui ed ormai patetici sondaggi che danno il gradimento del Sindaco sempre in aumento, a Roma i reati sono in aumento, punto” tuona il Consigliere capitolino del PD, Dario Nanni, membro della Commissione Sicurezza, denunciando la ”strana coincidenza, che all’aumento consistente di furti di auto e nelle abitazioni, di scippi e di rapine, secondo i sondaggi commissionati il consenso del Sindaco cresca di pari passo. Dati sui reati, che danno l’idea dell’inconsistenza di un’amministrazione che non riuscendo a governare la Capitale, pensa di buttare fumo agli occhi dei cittadini con sondaggi fai da te. Proprio su uno dei temi piu’ cari ad Alemanno, la sicurezza, dobbiamo registrare dopo tre anni e mezzo di mal governo, l’ennesima sconfitta”.

A ribattere alle accuse del centrosinistra Fabrizio Santori (Pdl), presidente della Commissione Sicurezza che pone l’accento sui dati. ”Pur con tutto il rispetto per l’associazione – sottolinea – i dati forniti dall’Anfp non soltanto non collimano con le statistiche e i numeri diffusi dalle autorita’ di pubblica Sicurezza e da tutte le forze di polizia operanti sul territorio romano, ma ne ribaltano i valori in modo del tutto inopinato. Questore, Prefetto, Arma dei carabinieri, Guardia di Finanza sono stati stabilmente rilevati dati che indicavano in modo chiaro ed inequivocabile il calo dei reati commessi a Roma e la loro costante decrescita nel tempo”. Sempre per il Pdl, parla Ciardi, delegato alla Sicurezza di Roma Capitale, che snocciola una serie di dati, bollando i rappresentanti dell’opposizione come ”Cassandre in servizio permanente effettivo” che a suo dire hanno ”pero’ commesso l’errore di non verificare la provenienza dei dati e di inserirli in quella che e’ la giusta dimensione statistica. Per quanto riguarda la citta’ di Roma – spiega – i dati validati dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni raccontano una storia diversa: per cio’ che concerne i furti dal 2007 al 2010 certificano di un calo del 35, 17%. Per quello che attiene alle rapine, sempre dal 2007 al 2010 certificano un calo del 37,79%. Per cio’ che concerne gli scippi, invece, si nota un incremento in percentuale dello 0,5%”.

Cifre e dati a parte, a suggerire ad Alemanno una possibile soluzione e’ Fabio Sabbatani Schiuma, coordinatore regionale del ‘Movimento per l’Italia’. ”Per comprendere l’aumento dei reati – dice – il sindaco Alemanno dovrebbe farsi spiegare meglio la ‘teoria del vetro rotto’, elaborata a New York da Rudolph Giuliani, che tra l’altro risulta suo consulente. Se infatti la pubblica amministrazione non si prende cura di cose a prima vista non legate all’ordine pubblico, come il vetro rotto di una metro, questo innesca un meccanismo perverso che porta all’aumento esponenziale di fenomeni di violenza. In altri termini le battaglia contro il degrado e quella per l’ordine pubblico sono la stessa cosa. Resta il fatto – conclude – che la sinistra che strumentalizza farebbe bene a tacere: durante ‘l’era veltroniana’, era praticamente vietato parlare di sicurezza, eppure le persone morivano ugualmente, anche dopo esser state stuprate”.

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