Il fantasma del crack finanziario in Europa

contrattazioni-borsa-SLIDER Titoli bancari nella bufera, in attesa dei salvataggi. Si stanno approntando i “sacchetti di sabbia”

ROMA – Dopo il giorno di Halloween vissuto drammaticamente dalle Borse di tutto il mondo, oggi si tira un effimero respiro con le quotazioni azionarie in altalena. Dopo aver infatti guadagnato in apertura circa 2 punti percentuali, alle 11 l’indice Ftse Mib segnava -0.07%, per tornare a +0,28 mentre scriviamo. In risalita anche lo spread tra i rendimenti dei nostri titoli di Stato e i Bund tedeschi, che dopo aver aperto a 430 punti base, dopo il record negativo di ieri a 442 punti, ha ricominciato a salire nel corso della seduta e adesso è segnalato intorno a quota 435 punti. Anche le altre borse europee sembrano in stand by, in attesa di chiarimenti di fondo (che non arrivano): a Francoforte l’indice guadagna lo 0,20%, a Parigi è pressoché fermo, Madrid segna un calo dello 0,94% e la borsa di Londra cede mezzo punto percentuale.

Al centro della bufera restano sempre i titoli bancari per l’indigestione di obbligazioni greche, italiane e di altri paesi a rischio, che gli istituti di credito di tutta Europa (con Francia e Germania in prima fila) hanno ancora sullo stomaco. A casa nostra il tonfo più grande lo fa Intesa Sanpaolo con un meno 15,8%, seguita da Unicredit (-12,4%), Mps (-10,2%), Banco Popolare (-8,9%) e Bpm (-7,8%). Stamattina, come per gli altri comparti, c’è una pausa di riflessione di cui approfittano Unicredit (+2%) e Mps (+0,7%), mentre Intesa Sanpaolo è stabile e Bpm cede oltre 5 punti percentuali.

l motivo del grande crollo, come si sa, è stato individuato nella decisione di Papandreu di sottoporre a referendum popolare il piano di austerity imposto dalla Bce. Il rischio che la Grecia vada in default e che il contagio si estenda subito dopo all’Italia e alle altre economie deboli dell’Unione è obiettivamente elevatissimo. Tuttavia non si capisce come il pericolo possa passare stamattina in secondo piano e l’inversione dei corsi azionari essere spiegata solo con un rimbalzo tecnico di ricopertura di posizioni scoperte.

La verità è che le istituzioni politiche e monetarie dei paesi UE non sono più in grado di governare in alcun modo una speculazione che fa il bello e il cattivo tempo sui mercati a proprio assoluto piacimento. Le incertezze del governo tedesco, i limiti istituzionali della Bce, la recessione ormai conclamata delle economie occidentali fanno il resto.

Da noi si stanno approntando i “sacchetti di sabbia” per scongiurare il peggio e presentare interventi di rigore al G20 di domani. Nel pomeriggio infatti è convocata al ministero dell’Economia il Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, di cui fanno parte Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, Giancarlo Giannini, presidente dell’Isvap e Giuseppe Vegas, presidente della Consob. Non è neppure escluso che in serata si riunisca un Consiglio dei Ministri straordinario per mettere a punto l’agenda di domani.

D’altronde la situazione di emergenza è tale che la metafora dell’affondamento del Titanic è quella che meglio descrive lo stato attuale della moneta unica e della stessa Unione. Se non ci saranno riforme strutturali immediate e modifiche regolatorie a livello internazionale, non si vede chi e come possa essere in grado di riprendere in mano la situazione. Il governo di salute pubblica, invocato con sempre maggiore insistenza anche nel nostro Paese, potrebbe non essere di per sè la panacea di tutti i mali.

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