Comitato di stabilità: margini per rifinanziare le banche

mef-SLIDERDiffusi dal Mef i dati sul fabbisogno statale. A ottobre pari a 1,9 mld di euro, contro 7,5 mld dell’ottobre 2010

ROMA – “La tendenza all’equilibrio dei conti pubblici prosegue. Gli ultimi dati mostrano un fabbisogno inferiore alle previsioni”. E’ quanto si legge nella nota stampa diffusa dopo la riunione del Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, convocato ieri per esaminare gli sviluppi più recenti delle tensioni sui mercati finanziari internazionali.

Nel corso della riunione, presieduta dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, le autorità hanno analizzato l’evoluzione della crisi finanziaria in atto. Sotto la lente d’ingrandimento il sistema bancario e quello assicurativo che, sottolinea il comunicato, è necessario “continuare a monitorare costantemente”.

Nessun dubbio che il sistema bancario italiano stia subendo l’impatto della crisi del debito sovrano e della modesta crescita economica. Nonostante le difficoltà di raccolta sui mercati internazionali, però, le banche italiane dispongono di ampi margini per aumentare il ricorso al rifinanziamento in Europa. La dotazione patrimoniale delle banche italiane è cresciuta nel 2011, mediante aumenti di capitale e la capitalizzazione degli utili e sarà ulteriormente rafforzata nell’ambito delle iniziative in corso a livello europeo. Secondo l’analisi di Bankitalia, infine, la situazione finanziaria delle famiglie rimane nel complesso solida, grazie al modesto livello di indebitamento, mentre le imprese risentono dell’indebolimento dell’attività economica.

Anche il settore assicurativo sta risentendo delle tensioni che interessano il debito sovrano nonché, sotto il profilo della raccolta, dell’andamento dell’economia reale e della distribuzione dei prodotti vita ad opera del settore bancario.

 

Fabbisogno inferiore alle stime per il 2011

Sempre ieri, infine, il Mef ha diffuso i dati sul fabbisogno statale, che nel mese appena concluso si è ridotto di 5,6 miliardi di euro rispetto all’ottobre del 2010. A questo risultato, 1,9 miliardi di euro, hanno contribuito sia il buon andamento delle entrate fiscali che una contenuta dinamica della spesa. Significativo, in particolare, l’introito di 2,85 miliardi netti relativo all’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze digitali.

Nei primi dieci mesi del 2011 si è registrato complessivamente un fabbisogno di circa 60,8 miliardi di euro, inferiore di circa 12,3 miliardi a quello dell’analogo periodo 2010. La stima del fabbisogno per l’anno in corso, pari a 64,8 miliardi di euro, è inferiore di circa 2,3 miliardi al saldo del 2010.

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