Al Csm si insedia il laico Albertoni che assicura: “Farò del mio meglio”

ettore-adalberto-albertoniDoppia votazione per eleggere Giovanni Salvi nuovo Procuratore di Catania. A Milano invece, pur essendo una sede ambita, non ci sono candidati per i posti vacanti di Procura e Tribunale

 

 

ROMA – Un nuovo arrivo segna la settimana del Csm. Si è infatti insediato a Palazzo dei Marescialli, il nuovo consigliere laico della Lega, Ettore Adalberto Albertoni, destinato a sostituire l’ex collega Matteo Brigandì. Eletto il 4 ottobre scorso dal Parlamento in seduta comune, il nuovo consigliere è stato ufficialmente ‘accolto’ con la convalida dell’elezione da parte del plenum, che ha fatto proprie le conclusioni della Commissione Verifica Titoli. Il vicepresidente Michele Vietti, ha dato il benvenuto a Albertoni, “esprimendo piena soddisfazione per la scelta fatta dal Parlamento”.

“Posso assicurare il Consiglio che farò del mio meglio – ha sottolineato il neo eletto ringraziando i colleghi – per onorare la scelta di chi mi ha dato il suo consenso”. Qualche dubbio sulla sua nomina, era sorto a causa del fatto che la Costituzione prevede la scelta dei membri ‘laici’, cioè non magistrati, fra “professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio”, ma Albertoni è docente di storia delle dottrine politiche, non una materia strettamente giuridica, e si è cancellato dall’albo degli avvocati nel 1994. Il consigliere Aniello Nappi, presidente della Commissione Verifica Titoli, ha spiegato che la commissione ha ritenuto validi i titoli del docente universitario; è  stato determinante il fatto che sia stato iscritto per oltre quindici anni (dal ’78 al ’94) anche all’albo speciale degli avvocati cassazionisti, per il quale è necessario l’effettivo esercizio della professione.

Sul fronte nomine, è stata sbrogliata l’intricata matassa del nuovo procuratore capo di Catania: è stato infatti scelto Giovanni Salvi, sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione ed esponente di Magistratura democratica. Sono state necessarie due votazioni per superare l’impasse fra le tre candidature: al primo giro Salvi aveva raccolto 10 voti contro gli 8 di Giovanni Tinebra, attuale procuratore generale presso la Corte d’appello di Catania e i 7 di Giuseppe Gennaro, sostituto procuratore a Catania ed ex presidente dell’Anm. Nel secondo decisivo voto a favore di Salvi hanno votato i consiglieri ‘togati’ dei Md e di Movimento e i ‘laici’ del Pd, più il procuratore generale e il primo presidente della Cassazione. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, che non ha votato al primo giro, ha poi fatto pesare il suo voto al ballottaggio. Per Salvi hanno però votato anche due rappresentanti della corrente di Magistratura indipendente che al primo turno avevano sostenuto Tinebra. Su Gennaro tutti i consiglieri della corrente ‘centrista’ di Unicost e, al secondo voto, anche i ‘laici’ Pdl. fedeli a Tinebra anche al secondo turno la new entry, il leghista Albertoni, e il consigliere di Mi Virga.

E mentre per Catania i candidati erano svariati, al Nord la situazione è all’opposto. Se fosse un film si potrebbe intitolare ‘2011, fuga da Milano’. La terza commissione del Csm, competente per le pratiche di trasferimento, ha dovuto infatti prendere atto dell’assenza di candidati ‘legittimati’, cioè in regola con i requisiti richiesti, per due posti di sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano e per ben 11 posti (che quindi resteranno vacanti) su 21 al Tribunale del capoluogo lombardo. Una situazione sorprendente, non solo per le attrattive esistenziali ovvie di una metropoli non certo assimilabile a una delle cosiddette ‘sedi disagiate’, ma soprattutto per il prestigio e la fama di efficienza che una sede come quella di Milano ha sempre avuto nel sistema giudiziario italiano.

(V. M.)

Potrebbero interessarti anche