Procura di Roma: per i ‘bookies’ Pignatone ha già vinto

Procuratore_capo_Giuseppe_PignatoneTra i 23 candidati sarebbero favoriti il capo della Procura di Reggio Calabria e Nello Rossi, l’unica toga romana

ROMA – La corsa all’ambita poltrona di Procuratore della Repubblica di Roma, che vede in lizza numerosi magistrati che già svolgono la propria attività all’interno della Procura della Capitale, potrebbe riservare non poche sorprese. La lotta ‘interna’ tra le toghe romane, potrebbe infatti trovare un unico vincitore che con la Capitale non c’entra nulla. Tra i bookmakers trova sempre più concretezza infatti, la voce che tra i 23 candidati in corsa, la poltrona sarà occupata con tutta probabilità da Giuseppe Pignatone, l’attuale procuratore capo di Reggio Calabria, diventato simbolo di un assiduo impegno nella lotta alla criminalità organizzata.

Tra i litiganti romani insomma, secondo i rumors dovrebbe avere la meglio la toga del Sud. Classe ’49, Pignatone è in magistratura dal 1974 ed ha svolto funzioni di pretore a Caltanissetta e di pm a Palermo, dedicandosi anche alla direzione distrettuale antimafia. “La sua eccezionale capacità lavorativa e la sua tenacia nell’espletamento delle funzioni – si legge nella delibera del Csm che ha portato alla sua nomina alla guida della delicata sede calabrese – si sono tradotte in un determinante contributo nello scompaginamento delle file di Cosa Nostra e nella cattura dei più pericolosi esponenti, dopo il periodo buio delle stragi del 1992”. Per questo, Pignatone viene ritenuto “una insostituibile ‘memoria storica’ in grado di apprezzare le dinamiche di Cosa Nostra, di intuirne le future strategie e di suggerire, anche sotto il profilo patrimoniale, le più opportune azioni di contrasto”. E questa grande esperienza sul capo sarebbe proprio la sua forza in questa corsa a 23.

Sempre secondo i rumors, l’unico che potrebbe dare filo da torcere a Pignatone è Nello Rossi, a capo del pool di sostituti della Procura di Roma che si occupano dei reati economici. Ex segretario dell’Anm, Rossi dovrebbe essere l’unico favorito tra i candidati capitolini, poiché oltre ai voti di Area, la componente di centrosinistra del Csm che comprende Magistratura democratica e Verdi, la toga dovrebbe ottenere consensi anche da Unicost e Magistratura indipendente. Insomma, alla fine la querelle a 23, potrebbe ridursi in un duello a due Pignatone-Rossi. A decidere sarà la Terza Commissione di Palazzo dei Marescialli, che starebbe vagliando con cura le sfumature dei vari candidati.

Nella rosa delle toghe romane, oltre al favorito Rossi, ci sono quelle che secondo i bookmakers avrebbero meno chance: e sarebbero il sostituto pg della Cassazione Nello Stabile, l’avvocato generale dello Stato Antonio Marini, e gli aggiunti Giancarlo Capaldo, capo della Direzione distrettuale antimafia e Pierfilippo Laviani, che tra le altre cose coordina le indagini sugli omicidi. Mentre in ambito regionale, corrono Gianfranco Amendola, a capo della Procura di Civitavecchia, Luigi De Ficchy, alla guida di quella di Tivoli ed ex sostituto della Direzione nazionale antimafia, e l’ex gip Alberto Pazienti, a capo degli uffici viterbesi.

In corsa ci sono anche molti magistrati da tutta Italia: da Federico De Siervo, attualmente a capo della Procura di Sulmona, all’ex della Dda Roberto Cavallone, a capo di quella di Sanremo, fino a Andrea Padalino, ora alla guida della Procura di Oristano. E ancora nomi ‘eccellenti’, che per ora i bookmakers ‘giuridici’ danno in secondo piano a Pignatone, come Guido Lo Forte, procuratore a Messina, gli aggiunti Armando Spataro, di Milano, e Raffaele Guariniello, di Torino, i capi delle procure di Salerno Franco Roberti, ex responsabile della Dda di Napoli, e di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo. Infine figurano nella rosa i procuratori di Pescara Nicola Trifuoggi, di Bologna Roberto Alfonso, di Varese Maurizio Grigo, di Busto Arsizio Francesco Dettori, di Potenza Giovanni Colangelo e l’aggiunto di Napoli Federico De Raho.

Per sapere chi la spunterà, i tempi ufficiali parlano di aprile, data in cui il procuratore di Roma Giovanni Ferrara andrà in pensione. Ma non è escluso che la Terza Commissione sarà chiamata a pronunciarsi in tempi più brevi: corre voce infatti, che Ferrara potrà lasciare libera la sua poltrona già a dicembre, per ricoprire un incarico fuori ruolo.

(Valentina Marsella)


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