“La stabilità dell’Italia serve non solo all’Eurozona”

Jose-Manuel-Barroso“Il Paese – ha detto il numero uno di Palace Berlaymont – ha deciso di chiedere al Fmi di monitorare i suoi impegni di riforme fiscali ed economiche”.
Estratto dal discorso del presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, in conclusione del vertice G20 di Cannes

 

I problemi dell’Eurozona sono stati al centro di questo G20. Gli ultimi sviluppi hanno reso necessario un impegno extra sia delle istituzioni europee che di alcuni Paesi membri, qui presenti oggi, oltre all’attenzione di altri partner.

Abbiamo risposto a questi eventi con determinazione, dimostrando che continueremo a fare ciò che è necessario per salvaguardare la stabilità della moneta unica. Spero che le nostre intenzioni e i nostri sforzi emergano chiaramente nei documenti conclusivi del G20. E’ stato chiaro il messaggio di supporto, in alcuni casi di ammirazione, per l’impegno di tutti gli Stati membri dell’Ue nel far fronte a questa situazione di emergenza senza precedenti.Come sapete, la scorsa settimana i 17 Paesi dell’Eurozona hanno preso l’ambiziosa decisione di sostenere la Grecia ed assicurare la stabilità dell’Euro. L’attuazione delle relative misure è oggi più importante che mai e noi ci impegniamo a portarle a termine. Sulla Grecia il nostro messaggio è stato chiaro: noi la sosterremo, in quanto membro della nostra “famiglia europea”, e porteremo fino in fondo la decisione che abbiamo preso.

Rispettiamo la democrazia e il diritto dello Stato ellenico di decidere autonomamente del proprio futuro. Allo stesso tempo la Grecia deve dimostrare di portare avanti le riforme a cui si è impegnata. Prima dell’avvio del G20 ho auspicato coesione per il Paese, affinché i cittadini possano avere fiducia in un futuro migliore. Credo che in una situazione come questa l’unità nazionale sia la chiave di volta. È necessario l’impegno di tutte le forze politiche per far fronte alle difficoltà attuali. Il consenso è fondamentale per portare avanti le misure per la ripresa economica e la stabilità del Paese. Vogliamo che la Grecia resti nell’euro. Allo stesso tempo, la Grecia deve decidere se è pronta ad assumersi le responsabilità e gli impegni di uno Stato membro dell’Eurozona.

Stamattina abbiamo discusso anche alcune misure con l’Italia. Il Paese ha deciso spontaneamente di chiedere al Fondo monetario internazionale di monitorare i suoi impegni di riforme fiscali ed economiche. Questo mette in luce l’importanza dell’Italia e delle misure di risanamento non solo per il Paese ma per tutta l’area euro. La base di questo impegno sta nella lettera che il presidente Berlusconi ha scritto al presidente del Consiglio Ue, Van Rompuy, e a me stesso la scorsa settimana, e agli accordi che abbiamo raggiunto in quella occasione. Nelle prossime settimane monitoreremo la situazione dell’Italia e andremo a Roma per verificare la capacità del Paese di rispettare gli impegni. È importante non solo per l’Eurozona, ma per la stabilità economica globale.

Va detto anche, però, che questo G20 non ha riguardato solo i problemi dell’euro. Per prima cosa siamo tutti d’accordo sulla necessità di fare di più per rilanciare la crescita. Sono contento di vedere uno spirito collettivo e un senso di responsabilità diffuso tra tutti i partecipanti al vertice. Abbiamo approvato il Piano per la crescita e il lavoro. Credo sia importante riconoscere che tutti devono impegnarsi per migliorare la situazione attuale. Mi auguro, inoltre, che i leader del G20 si accordino sull’opportunità di aumentare le risorse del Fondo monetario internazionale non solo sulla base di quello che sta succedendo nell’area euro ma per quanto sta accadendo a livello mondiale, per il rischio di instabilità dei mercati finanziari che ci coinvolge tutti.

Spero che il G20 darà mandato ai ministri delle Finanze per rinforzare le risorse del Fmi, come abbiamo fatto già a Londra nel 2009, attraverso un sistema di prestiti bilaterali tra i membri del G20 o altri strumenti simili. Questo aiuterebbe ad aumentare le difese di tutto il sistema economico nei confronti del rischio-contagio. Ci metterebbe nella condizione di combattere anche crisi che dovessero presentarsi in futuro in maniera più coordinata ed efficiente. Questo argomento è stato ampiamente discusso nel corso dei lavori.

Altro argomento importante è quello relativo alla tassazione delle transazioni finanziarie. Ci sono delle idee divergenti su questo punto. Ho informato il G20 della proposta della Commissione: crediamo nella necessità di tassare le transazioni finanziarie non solo per chiedere alla finanza di dare il suo contributo ma anche per usare i proventi di questa tassa a supporto delle misure di sviluppo. Dobbiamo fare di più per aiutare i meno abbienti. Se gli Stati, non solo in Europa, hanno bisogno di risorse è giusto che le chiedano al settore finanziario che forse, fino ad oggi, ha avuto di più e dato il minor contributo allo sviluppo economico. Nelle conclusioni del G20 si parlerà anche della tassa sulle transazioni finanziarie: sull’argomento, lo dico con onestà, non c’è ancora l’unanimità ma è qualcosa in cui noi dell’Unione europea crediamo molto.

Infine abbiamo parlato di commercio. Sono soddisfatto dei lavori in questo settore. Dal Doha Round non sono stati fatti molti progressi a causa di due fattori. Primo bisognava sospendere l’attuazione dell’Agenda di Doha. Secondo bisognava cambiare completamente la natura di quel mandato. Abbiamo deciso di salvarlo, pensando soprattutto ai problemi dei Paesi meno sviluppati. Daremo delle istruzioni ai ministri del commercio dell’Ue e al commissario europeo per il commercio in vista dell’incontro previsto a Ginevra nel mese di dicembre. Spero che quest’impegno porterà a risultati positivi.

L’agenda del G20 ha trattato altre questioni. Tra queste, l’ultima che credo degna di nota è quella relativa alla sicurezza alimentare e alle politiche per l’agricoltura. L’aver affrontato questo tema dimostra che il G20 non è solo un meeting finanziario e che, al contrario, ha voluto affrontare anche i problemi del mercato agricolo.

In conclusione posso dire che è stato un vertice molto soddisfacente. Rimane, comunque, molto da fare sia in Europa che a livello globale, perché ormai i Paesi sono interdipendenti l’uno dall’altro e la crisi che stiamo affrontando ha dimostrato la necessità di tutti gli Stati di cooperare a livello sovranazionale.

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