Moretti (FS) minaccia di perdere la pazienza

Moretti_sliderIl trasporto locale si appresta allo sciopero. L’amministratore delegato di FS minaccia di disdire il contratto di lavoro

ROMA – L’intero fronte del trasporto su ferro è in stato di profonda agitazione. Sul piano locale, dopo il collasso delle aziende di trasporto napoletane che hanno sospeso il pagamento degli stipendi e di quelle calabresi, la disdetta del contratto aziendale all’Atac di Roma sembra preludere alla separazione dal Consorzio Metrebus, con pesanti ricadute economiche sui costi per tutti i cittadini. Lo sciopero nazionale proclamato dai sindacati di base per lunedì prossimo è il sintomo della temperatura dello scontro in atto.

La_lettera_di_Fs_ai_sindacati

In campo ferroviario le cose non vanno meglio. L’ultima querelle riguarda la minacciata abolizione dei treni notturni a lunga percorrenza (dalla Sicilia a Torino e Milano) da parte di Trenitalia, con i conseguenti possibili licenziamenti del personale addetto. L’amministratore delegato di FS si preoccupa di gettare acqua sul fuoco precisando che “il numero totale dei treni rimane più o meno lo stesso, con la differenza che i convogli notturni non viaggeranno più anche di giorno. I passeggeri potranno proseguire il viaggio utilizzando treni più rapidi e più puliti, a tariffe speciali”. D’altronde, ha aggiunto Moretti, dopo i tagli governativi, la “coperta è diventata più corta” e noi dobbiamo necessariamente contenere i costi.

Su questo punto, nei giorni scorsi il ministro Altero Matteoli aveva rivendicato orgogliosamente che  “il compito delle Ferrovie dello Stato è quello di proporre gli interventi, le priorità e le fasi temporali, ma la decisione spetta al Governo nel suo ruolo di azionista unico e di decisore strategico”. E aveva ricordato che “sono state garantite le risorse per l’esercizio ferroviario, sia regionale che di media e lunga percorrenza, pari rispettivamente a 480 milioni di euro all’anno per il trasporto regionale e 110 milioni all’anno per il trasporto di media e lunga distanza”.

Se fosse vero quello che dice Matteoli non ci dovrebbero essere problemi e invece ci sono, eccome! A cominciare dal contratto di lavoro che toglie il sonno a datori di lavoro e sindacalisti del settore. Si è tentato per mesi di trovare un’intesa sul contratto unico nazionale della mobilità, cioè ferrovieri e autoferrotranvieri insieme, ma i risultati per il momento stanno a zero. E’ poi intervenuto come un fulmine a ciel sereno l’accordo aziendale di Ntv che ha rimescolato le carte e mandato su tutte le furie il ras di Ferrovie dello Stato Italiane.”Non possiamo competere – ripete Moretti, come un mantra – se abbiamo un costo del lavoro orario superiore del 49% a quello di Ntv e addirittura del 52% rispetto a Rail Traction Company, che opera nel trasporto merci”. Replicano i sindacati, firmatari dell’accordo: “A parte che quelle differenze non superano in ogni caso il 15/20%, quello che  Moretti non vuol capire è che un’azienda in fase di start up, cioè che impiega solo neoassunti, non può essere paragonata con chi è sul mercato da sempre. Non a caso le condizioni accordate hanno una durata limitata alla fase di decollo aziendale”.

Ora sembra però che lo scontro stia arrivando alla fine. Moretti minaccia ormai a chiare lettere che “se non si raggiunge l’accordo con il sindacato, io do disdetta al contratto di lavoro in vigore in Ferrovie dello Stato”. E qualcuno giura di averlo sentito aggiungere che “poi applico lo stesso contratto di Ntv e voglio vedere se qualcuno ha qualcosa da obiettare”. Che non si tratti solo di minacce lo dimostra la lettera del suo direttore del personale ai sindacati, che qui pubblichiamo.

LA LETTERA DI FS AI SINDACATI

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