Trionfa come miglior film Un cuento chino

Un_cuento_chinoStupefacente, surreale e divertente, Un cuento chino è il trionfo del film argentino. Miglior attore Guillaume Canet e Miglior attice Noomi Rapace

 

Ennio Morricone, Susanne Bier, Roberto Bolle, Carmen Chaplin, David Puttnam, Pierre Thoretton e Debra Winger sono le diverse personalità che tra registi, attori e produttori compongono la giuria che ha valutato i film in concorso nella Selezione Ufficiale di questa sesta edizione del Festival Internazionale del film di Roma, tenutasi stasera nella Sala Sinopoli dell’Auditorium, come ultimo evento a chiusura della kermesse romana.

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Così il premio più atteso, dopo La suerte está echada (2005), acclamato al Festiva del Cinema Latino Americano di Tolosa e Trieste, e Sin Memoria (2010), è Un cuento chino, il terzo film del regista argentino Sebastiàn Borensztein a vincere oltre al prestigioso premio Marc’Aurelio come Miglior Film anche il premio BNL, assegnato dal pubblico. Stupefacente, surreale e divertente Un cuento chino – distribuito in Italia da Archiebald – è il trionfo assoluto di un piccolo film in cui giganteggia Ricardo Darin, già interprete straordinario dell’argentino Premio Oscar Il segreto dei suoi occhi, mettendo in scena una storia inverosimile in cui il destino, la solitudine e la condivisione tra due personaggi, spersi e tenerissimi, riescono a dare vita ad un mondo in cui la realtà supera l’immaginazione.

I premi agli interpreti sono stati assegnati a Noomi Rapace, già interprete della trilogia Millennium, per Babycall, l’horror psicologico diretto dal norvegese Pal Sletaune.

Come Miglior Attore il premio Marc’Aurelio è andato a Guillaume Canet, interprete dell’amaro Un vie meilleure del francese Cédric Kahn in cui si mette in scena una dimessa Parigi in piena crisi economica nella quale i protagonisti cercano di barcamenarsi per cercare un futuro migliore.

Babycall

Al francese Voyez comme ils dansent del regista Claude Miller è andato il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio, riconoscimento prestigioso per un regista che ha avuto l’onore di lavorare al fianco di Robert Bresosn, Jean-Luc Godard e François Truffaut, mentre il Premio Speciale della Giuria è stato assegnato a The Eye of the Storm, del regista australiano Fred Schepisi, film applaudito dalla critica e dal pubblico e ritenuto in quest’ultimo giorno tra i favoriti della Kermesse.

Un altro premio speciale alla colonna sonora è stato assegnato a Ralf Wengenmayr, per il film irriverente e spregiudicato Hotel Lux del regista tedesco Leander Haussmann. All’interno della Sezione L’Altro Cinema | Extra, la cui Giuria era presieduta da Francesca Comencini e composta dal regista Pietro Marcello, James Marsh, Anne Lei e Meghan Wurtz, è stato assegnato il Premio per il Miglior Documentario all’insolito film americano Girl Model, diretto da David Redmon e Ashley Sabin.

La Sezione Alice nella Città ha assegnato due premi: il Premio Marc’Aurelio Alice nella Città sotto i 13 anni è andato al film En el nombre de la hija della regista ecuadoregna Tania Hermida P., mentre il Premio sopra i 13 anni è andato al film dal tocco lieve che oscilla tra la profondità e la leggerezza, Noordzee Texas, del regista belga Bavo Defurne.

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Agli Esordienti, la cui giuria è stata presieduta da Caterina D’Amico, il Premio Marc’Aurelio è andato ex aequo al film Circumstance della regista statunitense Maryam Keshavarz, che mostra tanto la trasgressione delle due protagoniste quanto la agile compostezza con la quale si muovono nella città di Terhan. Il secondo film al quale è andato il premio è La Brindille della regista francese Emmanuelle Millet.

A chiudere la premiazione il tanto atteso premio Marc’Aurelio all’Attore è stato riconosciuto all’attore Richard Gere, presente al Festival per la proiezione che lo ha visto protagonista nel film di Terrence Malick, I giorni del Cielo.

(Martina Bonichi)

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