Crisi di governo, i “rendiconti” non tornano

berlusconi-aula-SLIDERIl voto sul rendiconto dello Stato rimette in discussione i numeri a Montecitorio. Maggioranza sotto la soglia dei 316 sostenitori

ROMA – Il Rendiconto passa a Montecitorio ma per Berlusconi è una battuta d’arresto. L’Aula della Camera ha approvato il disegno di legge di rendiconto generale dello Stato per il 2010 con 308 voti favorevoli e un astenuto. Una quota sufficiente a far passare il provvedimento odierno ma ben sotto la soglia di maggioranza a Montecitorio, che è di 316 deputati.

Il numero è bastato a risvegliare gli animi dell’opposizione, tornata a gran voce a chiedere le dimissioni del premier perché, ha cominciato Bersani, “la maggioranza è finita”. La notizia è piaciuta anche a Piazza Affari: Milano ha continuato la sua corsa e il Ftse Mib ha segnato +2,41%.

Dopo il voto Berlusconi ha subito lasciato la Camera per un vertice a palazzo Chigi con Alfano, Letta, Maroni e Tremonti. Il presidente del Consiglio ha controllato anche i tabulati ufficiali del voto per conoscere i nomi degli undici che non hanno votato. Stando alle voci dei fedelissimi, Berlusconi avrebbe mostrato forte delusione per il risultato: “mi hanno tradito, ma questi dove vogliono andare?”.

Il ministro La Russa, pur riconoscendo la necessità di “valutare” i numeri della votazione odierna, ha ammonito l’opposizione che “non ha numeri maggiori e per la votazione ha usato un metodo fraudolento, sommando i suoi voti a quelli dei deputati che sono stati impediti a partecipare al voto e agli assenti”.

In vista di una mozione di sfiducia, infatti, rimane incerta la posizione dei cosiddetti “malpancisti”, che potrebbero rientrare nelle fila della maggioranza e riportare la quota dei fedeli a Berlusconi sopra la soglia dei 316 sostenitori.

 

Otto voti in meno negli ultimi 25 giorni

Otto in meno rispetto allo scorso 14 ottobre, quando nell’Aula della Camera furono 316 i si’ alla questione di fiducia posta dal governo. Oggi, invece, sul voto relativo al Rendiconto generale dello Stato – a seguito di recenti e nuove defezioni -, la maggioranza si ferma a quota 308(+1). Più 1 perche’ nel conto andrebbe inserito anche il mancato si’ di Gennaro Malgieri, Pdl, risultato assente, che ha fatto mettere a verbale di non essere pero’ riuscito a votare. Ma al di là del caso specifico, due le ‘sorprese’ rispetto ai calcoli preventivati (311). Ovvero, l’astensione di Franco Stradella (Pdl), che ha voluto così mandare un segnale politico al premier, e il mancato voto di Francesco Stagno D’Alcontres, deputato del Grande Sud guidato da Gianfranco Micciche’. Giorni fa, il deputato aveva fatto sapere che, qualora il governo non si fosse adoperato ”immediatamente per sboccare i fondi destinati alle zone alluvionate del messinese”, Grande Sud si sarebbe ”comportato di conseguenza”. Nel Pdl risultava assente Alfonso Papa, che si trova agli arresti domiciliari, mentre non hanno partecipato al voto Roberto Antonione, Fabio Gava e Giustina Destro, che avevano gia’ fatto sapere le loro intenzioni. Tra i deputati della maggioranza, iscritti al gruppo Misto, non hanno partecipato al voto Antonio Gaglione, Antonio Buonfiglio, Luciano Sardelli (avevano anticipato che non avrebbero partecipato) e Giancarlo Pittelli, il quale aveva annunciato che non sarebbe stato presente in Aula per motivi personali. Il Repubblicano Francesco Nucara risulta in missione.

 

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