Cosa si nasconde dietro gli ultimi due anni di gestione Enit?

michela-brambilla-SLIDERL’ente per il turismo fu commissariato nel 2009 e da luglio 2011 ha un nuovo Cda, che non è stato mai convocato

ROMA – Cosa si nasconde dietro gli ultimi due anni di gestione dell’ex Agenzia nazionale di promozione turistica, poi Enit, da parte del ministro Brambilla? L’ente è stato commissariato nel 2009 ma da luglio 2011 ha un nuovo Consiglio di amministrazione, di fatto mai convocato. Inoltre, qualche settimana fa, la commissione Attività produttive della Camera ha rinunciato a esprimere il parere sulla nomina alla presidenza dell’Enit di Matteo Marzotto, che finora è stato commissario dell’ente.

Due anni, dunque, di lungaggini burocratiche e povere di decisioni per la promozione del turismo in Italia. E quando sembrava che si fosse raggiunto il punto più basso, Michela Brambilla continua a fare danni. Anticipando la riunione formale del nuovo Consiglio di amministrazione, originariamente convocata per il 18 novembre, il ministro ha di fatto deciso di tenere una riunione dell’organo commissariale, decaduto dopo i provvedimenti formali di nomina del nuovo Cda a luglio 2011. Non si vede, cioè, la volontà di mettere fine al commissariamento.

Un altro dei nodi da sciogliere è l’incarico a direttore generale dell’Enit, le cui responsabilità il Ministro Brambilla sembra voler coprire ad ogni costo. Dopo la scorrettezza della sua nomina con contratto pluriennale, decisa arbitrariamente durante la fase commissariale, tutto lascia credere che il vero obiettivo sia di evitare ingerenze nella gestione dell’Agenzia. Ma, in generale, i problemi sono molti e di varia natura. Primo: le Regioni hanno più volte espresso perplessità sulle modalità di promozione all’estero e sulla mancata concertazione delle politiche settoriali. Ci sono poi questioni in sospeso, come le ispezioni a commissioni di gara e procedure d’appalto, i cui risultati ancora non sono stati resi noti. Fino all’incredibile vicenda della costituzione di una società per la commercializzazione del turismo congressuale che, in soli quattro mesi di attività, ha accumulato un passivo di oltre mezzo milione di euro senza concludere niente.

“Il ministro Brambilla chiarisca le motivazioni che hanno portato il governo a rinunciare al parere della commissione Attività produttive sul provvedimento di nomina del Presidente dell’Enit Marzotto” – ha detto il responsabile al Turismo per il Pd, Armando Cirillo – Trovi almeno il coraggio di spiegare agli operatori del settore le ragioni di questa scelta irresponsabile del governo che danneggia il turismo italiano”.

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