18:20 | Borsa: vola il listino e cala lo spread. Il punto dei mercati

Giornata con il sereno sui mercati finanziari in particolare l’Italia vede allentarsi la pressione degli investitori. Il profilarsi di un governo a guida Mario Monti e l’approvazione del Senato alla legge di Stabilità hanno determinato un deciso recupero di Piazza Affari e soprattutto hanno fatto scendere il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco.

L’azionario milanese – come riporta l’agenzia di stampa Asca – termina gli scambi con un balzo del 3,68% per l’indice Ftse Mib grazie anche alla performance di alcuni titoli che hanno beneficiato di positivi risultati trimestrali come Telecom con un rialzo di oltre il 5%.

Il calo dello spread ha favorito soprattutto i titoli bancari con rialzi di quasi il 12% per Bpm, +9% per Ubi Banca e Intesa Sanpaolo. Lo spread tra Btp e Bund è sceso a 456 punti, un drastico ridimensionamento rispetto al livello record degli ultimi giorni. Sul mercato del debito pubblico italiano dunque si manifestano i primi segnali di normalizzazione. Il rendimento del Btp decennale è sceso al 6,48%.

Altra buona notizia è la curva dei tassi d’interesse sul debito pubblico, tornata ad avere una inclinazione positiva, cioè con rendimenti crescenti al crescere della scadenza dei bond. Il Btp biennale viaggia al 5,80%, il quinquennale al 6,43% mentre a inizio settimana i tassi erano tutti sopra il 7% con la curva dei rendimenti invertita nel tratto tra 5 e 10 anni, dove i Btp quinquennali rendevano più dei decennali, mentre la curva si era appiattita sulle scadenze più brevi (1-5 anni). Una curva dei rendimenti invertita o piatta incorpora spesso aspettative di default per l’emittente di titoli di stato, sommando così rischi di liquidità e solvibilità.

“E’ l’effetto della chiarificazione politica arrivata a partire da mercoledì sera quando il presidente Napolitano ha ribadito che le dimissioni di Berlusconi erano irrevocabili. Come dimostrato – commenta il risk-manager di una primaria banca italiana – l’addio del premier valeva 100 punti di spread, infatti si è scesi dal picco di 575 punti a 456. Se Monti ce la fa e presenta una squadra convincente, lo spread può scendere fino a 400-350 punti, anche perché adesso il tiro al piccione riguarda la Francia”.
Secondo alcuni operatori Parigi potrebbe essere la prossima vittima tra i partner di un sistema monetario, quello dell’euro, che ricalca il vecchio Gold Standard degli anni ’30. Il rendimento dei titoli decennali francesi veleggia intorno al 3,40% con un spread sul Bund a 160 punti, poco distante dal picco storico di 166 punti. Prima della crisi finanziaria (2007) i tassi francesi e tedeschi erano stati pressoché allineati per più di un decennio. Ora invece si registra una differenza che non si vedeva dai tempi della crisi valutaria del 1992.

“Sulla Francia il focus è sul deficit pubblico, ben più alto di quello italiano e sulla mancanza di un avanzo primario in grado di ridurre il debito”, spiega un trader dell’obbligazionario. La speculazione potrebbe iniziare a colpire il debito pubblico francese, anche perché finora il rischio di perdere soldi è quasi nullo.

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