Giri di direttori generali agli enti di ricerca Cra e Inaf

astrofisicaIl primo dà il ‘ben servito’ al Giovanni Lo Piparo, il secondo nomina l’ex democristiano Umberto Sacerdote

ROMA – A neanche una settimana dall’articolo di Romacapitale.net sul tourbillon dei direttore generali degli enti di ricerca arrivano le prime due importanti novità. La prima è il ‘ben servito’ al direttore generale del Cra, il Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in agricoltura. Il commissario dell’ente, Domenico Sudano, è riuscito così a mandare in pensione il direttore Giovanni Lo Piparo con cui non si era mai creato un feeling particolare.

Lo Piparo che aveva compiuto 67 anni era quindi pronto per la pensione ma non aveva mostrato alcuna intenzione di andarsene spontaneamente. Ci ha pensato quindi Sudano che giovedì scorso con una lettera indirizzata agli organi di controllo dell’ente commissariato dal ministro Romano, ha dichiarato concluso il rapporto di lavoro con il direttore generale. “Si comunica – si legge nella nota – che l’incarico di Direttore Generale conferito al Dott. Giovanni Lo Piparo è giunto alla sua naturale conclusione. L’occasione è gradita per porgere al Dott. Lo Piparo i più sentiti ringraziamenti per l’impegno, la tenacia e la professionalità dimostrati in questi anni di attività affidati alla sua attenta guida e direzione”.

La seconda e più interessante notizia è la nomina di Umberto Sacerdote a direttore generale dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Per Sacerdote, ex democristiano e pupillo di Gianni Letta, è arrivata dunque la promessa di un incarico da dirigente, dopo la conclusione del suo rapporto di lavoro all’Ispesl, l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, soppresso per fondersi con Inail. La promessa era stata infatti garantita dal sottosegretario Letta attraverso un comma dell’articolo 18 dell’ultima manovra. Articolo nel quale in sostanza veniva assicurato al direttore generale, diventato poi sub-commissario dell’ente, un incarico di livello dirigenziale generale in altro posto.

Il suo incarico all’Ispesl, ormai soppresso, doveva chiudersi nel 2010 ma, sempre grazie a un codicillo, gli era stato prolungato fino al 31 dicembre 2011. Il tempo dunque necessario per trovargli un’altra collocazione. Che, neanche a farlo apposta, arriva in concomitanza con la caduta del governo Berlusconi e dunque l’uscita di scena di Letta. Miracoli delle raccomandazioni. Quelle che contano ovviamente.

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