Lo strano caso del dottor Riccioni alla Asl RmA

Asl-RmA-SLIDERPoca chiarezza sulla nomina dell’angiologo a commissario straordinario e sull’incarico al cognato, Luciano Crea

ROMA – Lo strano, doppio caso del dottor Riccioni e della Asl Roma A. Camillo Riccioni, angiologo, classe 1956, da un anno è commissario straordinario dell’azienda sanitaria che copre i municipi I, II, III e IV del comune di Roma. Un incarico che gli ha conferito la Giunta regionale, che è stato prorogato per tre volte dal novembre 2010, e grazie al quale il medico romano ha aggirato le norme sull’incompatibilità di cariche all’interno delle aziende sanitarie per arrivare alla poltrona più alta.

Riccioni, infatti, in quanto dipendente da 10 anni della Asl Roma A con incarico di direttore del reparto angiologia al Nuovo Regina Margherita, non potrebbe essere nominato anche direttore generale. Eppure dal 24 novembre 2010 e grazie a tre proroghe fatte a dicembre, febbraio e maggio il medico detiene di fatto i poteri del direttore generale. Tra l’altro senza nessun motivo apparente di emergenza tale da giustificare il commissariamento della struttura sanitaria, unico caso su tutta Roma.

Ma non è tutto. L’angiologo, appena insediatosi come commissario straordinario, avrebbe nominato come suo assistente il cognato. Da un anno il marito della sorella della moglie di Riccioni, tale avvocato Luciano Crea, lavora a tempo pieno negli uffici della direzione generale, ha accesso a dati sensibili e questioni interne all’amministrazione, gestisce altri dirigenti e partecipa alle decisioni sulle gare d’appalto nonostante non rivesta nessun ruolo ufficiale all’interno della Asl.

Per chiarire i motivi del commissariamento e il ruolo dell’avvocato Crea all’interno della struttura regionale si sono mossi consiglieri regionali e deputati. Più volte i consiglieri Berardo e Rossodivita, della lista Bonino-Pannella alla Regione Lazio, hanno chiesto ufficialmente alla presidente Renata Polverini di chiarire la posizione di Riccioni e del cognato. Ma la governatrice non ha mai risposto. La stessa interrogazione è stata portata in Parlamento a firma dei deputati del Pd Rita Bernardini, Marco Beltrandi, Antonietta Farina Coscioni, Matteo Mecacci, Maurizio Turco ed Elisabetta Zamparutti, e posta all’attenzione del ministro Fazio.

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