Presidi, concorso nel caos: triplice ricorso

miur-SLIDERLa protesta dei non ammessi ai test, dei bocciati e anche dei promossi, minacciati dall’annullamento della prova

ROMA – Esclusi contro Miur, bocciati contro Miur, promossi contro bocciati. Il concorso per dirigenti scolastici, le cui prove preselettiva si sono svolte nelle varie sedi regionali il 12 ottobre scorso, è ancora al centro di una lunga serie di polemiche.

I 9.113 candidati risultati idonei ai quiz di preselezione avrebbero presentato ricorso al Tar del Lazio contro un’eventuale annullamento della prova, come chiesto dagli oltre ventimila colleghi che sono stati bocciati.

La guerra a colpi di carte bollate per il concorso da presidi, un caso forse mai visto nella storia della pubblica amministrazione italiana, vede almeno tre parti contrapposte di fronte al tribunale amministrativo. I primi a fare ricorso sono stati gli esclusi alla preselezione. Alcuni precari, infatti, non erano stati ammessi al test del 12 ottobre mentre altri, con le stesse qualifiche, avevano potuto partecipare all’esame ma con riserva. Di qui la decisione dei non ammessi di impugnare il provvedimento. Nel frattempo, però, è esploso il caso dei quiz sbagliati o ambigui: oltre mille su cinquemila forniti dal Miur per la preparazione alla prova, e addirittura 30 sui 100 selezionati per la prova stessa. Una quota tale da far chiedere a coloro che sono stati bocciati di annullare il test.

Ed è qui che sono subentrati i novemila promossi: di fronte al rischio di ritrovarsi di nuovo in 32mila alle prove scritte, i professori hanno presentato l’ennesimo ricorso al tribunale amministrativo del Lazio. “Ricorsi seriali, come quelli annunciati, costituiscono il sogno degli studi legali che ne ricavano consistenti utili – ha detto l’Associazione nazionale presidi – Ma sono l’incubo della scuola, che già quest’anno boccheggia sotto il peso di oltre duemila sedi scoperte. Sia dato a Cesare quel che è di Cesare”.

Se l’Anp difende i promossi e l’Associazione Professionale e Sindacale i bocciati, in campo è sceso anche il Codacons. L’associazione ha infatti incaricato Termilcons di predisporre un’azione legale innanzi al Tribunale del lavoro per ottenere “il sacrosanto riconoscimento del diritto immissione definitiva in ruolo (dei presidi incaricati, ndr), attraverso la conversione degli incarichi in contratti a tempo indeterminato”.

Il Tar si pronuncerà il prossimo 24 novembre. Intanto il ministero dell’Istruzione ha annunciato che le prove scritte si svolgeranno tra il 12 e il 16 dicembre 2011 nelle sedi degli Uffici Scolastici Regionali. I novemila aspiranti presidi “sopravvissuti” ai test dovranno misurarsi in due prove scritte dalla durata complessiva di otto ore. I dettagli saranno presto pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

In tutto ciò la Gelmini è pronta a lasciare il palazzo di Trastevere, per il cambio di governo.

Potrebbero interessarti anche