16:49 | Studenti domani in piazza: “Con Profumo non abbasseremo la guardia”

Domani in più di 60 città d’Italia da Bolzano a Palermo passando per Padova, Pavia, Brescia Bologna, Parma, Ancona, Ascoli, Grosseto, Arezzo, Firenze, Lucca, Perugia, Frosinone, Roma, l’Aquila, Teramo, Potenza, Matera, Napoli, Barletta, Caltanissetta, Catania, Cagliari gli studenti torneranno in piazza per la giornata internazionale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio ed il libero accesso ai saperi.

“Pochi minuti fa – dichiara la Rete degli studenti medi – sono stati comunicati i nuovi ministri del prossimo governo Monti e, se da una parte come studenti gioiamo della fine del Governo Berlusconi e dei disastri del Ministro Gelmini, non vogliamo abbassare la guardia ma anzi, nell’apprendere il nome del nuovo ministro all’Istruzione Francesco Profumo, indicare a Lui e al governo quali siano le priorità per far ripartire Istruzione e il generale il nostro Paese”.

Per questo domani gli studenti scenderanno in piazza per “denunciare ancora una volta la drammatica situazione in cui versa l’istruzione e la condizione giovanile nel nostro Paese e per delineare quello che secondo noi deve essere il percorso di rilancio di un’intera generazione e di tutto il Paese. Non faremo dimenticare al nuovo governo che in questi anni gli studenti sono stati parte della fortissima opposizione sociale che ha attraversato questo Paese, con la nostra protesta non ci siamo voluti fermare soltanto a contestare i tagli e le riforme del ministro Gelmini, ma abbiamo voluto anche creare percorsi partecipati che riscrivessero la scuola e l’università che vogliamo dal basso, e non come ha fatto il ministro Gelmini con provvedimenti dall’alto, non ascoltando chi la scuola la vive ogni giorno e considerando l’istruzione un capitolo di bilancio da tagliare per far cassa.

Domani quindi saremo in piazza – concludono gli studenti – ancora una volta per tutta la rabbia di una generazione a cui è stato distrutto il presente e a cui è stata negata ogni prospettiva di futuro, ma vogliamo anche ripartire dalle proposte per cambiare la scuola, l’università e quindi anche questo Paese”.

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