Sviluppo e lotta all’evasione: il Monti pensiero al Senato

Monti_al_SenatoRigore ed equità i driver dell’azione di governo. Senza sostanziale discontinuità pensioni, fisco, lavoro

ROMA – Che non ci sarebbe stato il sangue nel suo programma di governo Monti l’aveva detto subito. Ma che non ci fosse nemmeno una lacrimuccia erano in pochi a pensarlo. Nel suo discorso al Senato il nuovo presidente del Consiglio (in pectore fino a domani quando incasserà la fiducia dei due rami del Parlamento) ha passato in rassegna tutte le note dolenti dell’attuale situazione italiana delineando le linee di intervento in termini molto generali.

L’azione di governo ruoterà sostanzialmente intorno a cinque punti cardinali: la ripresa del meccanismo di sviluppo, il taglio alle spese della/e caste, la lotta all’evasione fiscale e il riequilibrio dell’imposizione, la revisione delle pensioni, il trattamento fiscale del patrimonio immobiliare. Sotto il profilo cronologico il programma si articolerà in due parti, una a breve termine “per affrontare l’emergenza e la sostenibilità finanziaria” e la seconda, a più lungo respiro, “per modernizzare istituzioni e società in un quadro di ritrovata coesione sociale e territoriale”.

Sulla crescita la parola chiave è l’equità, ma è necessario “rendere meno ingessata l’economia” e diventa pregiudiziale rimettere in moto il meccanismo di accumulazione”. Sul contenimento delle spese, all’insegna della sobrietà e del vincolo di bilancio, occorre – ha detto Monti – mettere mano alla spending review sulle singole voci del bilancio pubblico e fare in modo che “di fronte ai sacrifici chiesti ai cittadini si attivino interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi elettivi”.

L’apertura nei confronti dell’Europa è totale e incondizionata. “Non vediamo i vincoli dell’Europa come imposizioni, non c’è un loro e un noi. L’Europa siamo noi”. Il governo darà attuazione alle manovre sui conti pubblici già varate e le completerà con gli interventi contenuti nella lettera di intenti inviata all’Unione europea.

Rispetto ai tre nodi importanti sui quali si concentravano le attese politiche, ossia le pensioni, il fisco e il lavoro, queste sono state le indicazioni programmatiche esposte da Monti al Senato. Il sistema previdenziale italiano è complessivamente sostenibile e l’età per la pensione di vecchiaia è superiore a quella dei lavoratori tedeschi e francesi. Bisognerà però eliminare le disparità di trattamento tra le diverse generazioni e categorie di lavoratori.

Sul grande scoglio fiscale, il nuovo governo intende condurre la lotta all’evasione puntando sul monitoraggio della ricchezza accumulata e non solo ai redditi prodotti. Sarà reintrodotta l’Ici sulla prima casa, la cui abolizione, secondo Monti, costituisce “un’anomalia italiana”, e si lavorerà per spostare l’imposizione da lavoratori e imprese a consumi e proprietà.

Riguardo al lavoro infine, il neo presidente si è impegnato a colmare il divario tra le garanzie e i vantaggi offerti dai contratti a tempo indeterminato rispetto ai contratti a termine e ad avviare una riforma organica degli ammortizzatori sociali. Oltre al contrasto del lavoro sommerso, sarà intensificato il processo di valorizzazione dei contratti aziendali e di sostegno alle persone senza lavoro.

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