Viareggio, le Ferrovie dello Stato sul banco degli indagati

viareggio-disastroI contrasti tra il gip e la Procura ritardano le conclusioni della fase istruttoria. I risarcimenti per le vittime e i feriti gravi

 

 

ROMA – Mano a mano che ci si avvia alla conclusione del procedimento preliminare per la strage dell’incidente ferroviario di Viareggio, dove il 29 giugno 2009 persero la vita 32 persone, la posizione degli indagati, tra cui Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, si fa più delicata.

Ora la partita ai ferri corti si gioca sulle perizie tecniche commissionate l’una dal gip del Tribunale di Lucca e l’altra dal procuratore dello stesso Tribunale. Dal momento che vi è sostanziale diversità di conclusioni tra i professionisti chiamati ad esaminare il teatro dell’esplosione, ci si augurava che l’incidente probatorio potesse portare ad un verdetto condiviso.

E invece non è stato così. Al termine del dibattimento incidentale, le posizioni sono rimaste diametralmente distanti. Il Procuratore Aldo Cicala ha difeso a spada tratta i suoi tecnici: “Dobbiamo compiere ogni sforzo per capire come sia potuto accadere un fatto di rilevanza eccezionale. Il nostro consulente ha lavorato tantissimo, è arrivato a certe conclusioni ed è stato convincente. Non altrettanto convincenti sono stati i periti del giudice. E ora noi vogliamo valutare. Verificare”. .Altrettanto ha fatto il giudice delle indagini preliminari Simone Silvestri condividendo senza riserve il lavoro dei suoi due periti, i professori Dario Vangi e Riccardo Licciardello.

In particolare il procuratore sta valutando i rapporti del Licciardello con le Ferrovie dello Stato, non escludendo che si possa arrivare a configurare l’ipotesi di falsa perizia. Tale tesi è emersa nell’udienza conclusiva dell’incidente probatorio, quando i sostituti procuratori Amodeo e Giannino, che coordinano le indagini, hanno attaccato frontalmente il lavoro dei periti del gip, di cui hanno esplicitamente censurato la “assoluta parzialità ed inattendibilità scientifica”.

Sul fronte delle altre persone coinvolte nel tragico rogo, si registra un’interrogazione del consigliere Marco Romanelli (Fed. Sin-Verdi) sul licenziamento da parte di Rfi di Riccardo Antonini, il ferroviere e consulente di parte civile nell’ambito del procedimento. Riguardo invece ai risarcimenti, in seguito all’ultima ricognizione effettuata dal Commissario alla ricostruzione, Enrico Rossi, fino a questo momento sono circa 6 i milioni di euro erogati ai familiari di 22 vittime e a 5 feriti che hanno riportato lesioni gravissime. Hanno tuttavia presentato domanda per essere riconosciute come feriti gravi 125 persone. Per loro sono stati accantonati poco più di 1,5 milioni di euro, il che significa che ai soggetti riconosciuti gravi, se venissero accolte tutte le loro domande, potrebbero andare non più di 40.000 euro a testa.

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