9:35 | Primo Cdm per Monti: si parte da Roma Capitale

Comincia con i lavori per il decreto su Roma Capitale la settimana del neo-nominato governo di Mario Monti. Il primo provvedimento all’attenzione dell’esecutivo sarà, quest’oggi, il secondo decreto che stabilisce i poteri del nuovo ente territoriale. Senza un intervento dei ministri il decreto scadrebbe domani. Mentre con il primo decreto si disegnavano i contorni di Roma Capitale, a partire dal nuovo nome del Consiglio comunale, che è diventato Assemblea capitolina, il secondo dovrà stabilire quali sono i poteri che vengono trasferiti dallo Stato al nuovo ente e quali, con legge regionale, verranno invece ceduti dalla Regione Lazio o gestiti in collaborazione tra le due istituzioni. Con il provvedimento si delimiteranno le aree di competenza statale che passano a Roma Capitale.

Diverse le reazioni del mondo della politica. All’entusiasmo del sindaco Gianni Alemanno, secondo cui “dopo 30 anni di attesa, finalmente, si stanno sbloccando tutti i passaggi legislativi necessari a dare una governance più adeguata alla nostra città”, si contrappone la polemica avanzata da Francesco Storace (La Destra) e in particolare da Francesco Giro (ex sottosegretario ai Beni culturali), contrario al taglio dei numeri dei consiglieri. Contraria anche la Lega, secondo cui il governo dovrebbe occuparsi del federalismo e non di Roma Capitale.

“Sui costi della politica Monti comincia malissimo…. Ieri avevamo salutato favorevolmente la volontà di varare il decreto su Roma capitale, ma apprendiamo che il provvedimento conterrà il ritorno dei consiglieri comunali a 60. Non è una cosa normale in tempi di denuncia dei costi della politica. Roma ha bisogno di poteri, non di 60 biglietti da visita con scritto onorevole”, scrive oggi su Facebook il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace. Per l’ex sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro, sarebbe, al contrario “assurdo tagliare il numero dei consiglieri a 48 nel momento in cui riconosciamo a Roma prerogative, funzioni e poteri più ampi”.

Ora, dopo la prima lettura in Consiglio dei ministri, inizia un iter di 90 giorni per ulteriori correzioni in sede parlamentare. Quindi il Cdm deve approvarlo in seconda lettura dopo la quale il decreto potrà entrare in vigore. Parallelamente, ci dovrà essere la legge regionale che regola i rapporti tra Regione Lazio e Roma Capitale. E il governatore del Lazio, Renata Polverini, ha già assicurato che la Regione proseguirà l’iter previsto.

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