Al traguardo in zona cesarini il decreto Roma Capitale

Alemanno_sliderPassa in Consiglio dei ministri, il secondo decreto legislativo che trasferisce le competenze al Comune

ROMA – Via libera dal Consiglio dei Ministri al secondo decreto legislativo su Roma Capitale, in attuazione della delega sul federalismo. Il provvedimento, approvato nell’ultimo giorno utile per l’esercizio della delega, passa ora all’esame delle compenti Commissioni parlamentari e delle Conferenza Stato-Regioni e Stato-Città, per il previsto parere. Poi tornerà al Consiglio dei Ministri per l’ok definitivo entro 90 giorni.

“Ce l’abbiamo fatta all’ultimo giorno utile. È stato approvato in prima lettura il decreto legislativo di Roma Capitale da parte del Consiglio dei ministri”. Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, rispondendo ai cronisti lasciando Palazzo Chigi dove attendeva la decisione del nuovo governo. Alemanno ha sottolineato che si tratta di un atto importante da parte di questo governo. E la soddisfazione non è attenuata dalla delusione per il numero dei consiglieri comunali rimasto fissato a 48. Cala invece da 19 a 15 invece il numero dei municipi, con una riduzione di 4 presidenti e 100 consiglieri.

La decisione del nuovo presidente del Consiglio, Mario Monti di mettere in discussione il provvedimento in scadenza oggi, fa seguito al primo decreto approvato a settembre dell’anno scorso che disegnava i contorni di Roma Capitale, a partire dal nuovo nome del consiglio comunale, da allora Assemblea Capitolina.

Il provvedimento odierno stabilisce quali sono i poteri del nuovo Ente. Si delimitano dunque le aree di competenza statale e regionale che passano a Roma Capitale. Al Campidoglio vanno così la valorizzazione dei beni culturali (non la tutela), il commercio, il turismo, le attività produttive, la protezione civile, la pianificazione territoriale e il trasporto pubblico locale.

Fuori Palazzo Chigi, la notizia dell’ok al decreto è stata salutata con esplosioni di gioia. Dalla mattina infatti nella zona antistante la Galleria Alberto Sordi, che si affaccia a piazza Colonna, si erano radunati alcuni rappresentanti del Pdl e del Campidoglio, fra cui gli assessori De Paolo, Gasperini, Sensi, l’ex vicesindaco di Roma Mauro Cutrufo, il presidente dell’assemblea capitolina Marco Pomarici, oltre ad alcuni consiglieri e presidenti di municipio. Gli assessori hanno salutato il via libera al decreto sventolando bandiere tricolori e stemmi con i colori del Comune di Roma.

Con i festeggiamenti non sono mancate le polemiche, in particolare da parte degli esponenti del Carroccio ma non solo, secondo cui il nuovo governo dovrebbe concentrarsi sul federalismo fiscale ma non a partire da Roma Capitale. ‘Questo è un pessimo giorno”, ha commentato il presidente della Regione Veneto Luca Zaia. “Io penso che quantomeno esteticamente si dovrebbe istituire la condizione della pariteticità, uno per il Nord e uno per il Sud. E direi che se il buongiorno si vede dal mattino è un pessimo giorno perché mi sarei aspettato che vi fosse almeno un provvedimento per la disoccupazione giovanile, rispetto all’occupazione che è la grande emergenza. Si inizia con Roma capitale, se è così questo veramente non è un buon giorno”.
La replica del primo cittadino non si è fatta attendere. Il decreto su Roma Capitale era stato preparato dal governo Berlusconi “ma è rimasto bloccato a causa degli atteggiamenti della Lega Nord”. Alemanno ha posto l’accento su fatto che il decreto appena approvato rappresenta un rafforzamento dell’unità nazionale poiché passa attraverso il riconoscimento di Roma Capitale.

Dura anche la reazione di Francesco Storace leader de La Destra: “C’è la possibilità che qualcuno utilizzi questo decreto per aumentare i posti dei consiglieri comunali – dice il leader de La Destra – Il rischio è che il provvedimento conterrà il ritorno dei consiglieri comunali a 60, contro gli attuali 48″. “Sotto osservazione” infine, anche la questione dei municipi che si teme possano ridursi dagli attuali 20 fino anche a 15. Se aumentano i consiglieri va male, secondo Storace, se diminuiscono i municipi va altrettanto male. Forse l’ex presidente della Regione dovrebbe mettersi d’accordo con se stesso.

Soddisfatta della decisione anche la governatrice del Lazio, Renata Polverini. “Siamo molto contenti, è un decreto che nasce anche sulla base di un protocollo sottoscritto da me e dal sindaco di Roma e che ha avuto l’assenso del Consiglio regionale del Lazio. La mia presenza qui oggi al Consiglio dei ministri – ha aggiunto – era anche dovuta al fatto che sono stati sbloccati 350 milioni per il piano di rientro sanitario che in questo momento rappresentano una boccata d’ossigeno fondamentale e danno un segnale ancora più forte nella direzione che auspicavamo”.

IL DECRETO

Potrebbero interessarti anche