Cecily Brown alla Gagosian Gallery

Galleria_Gagosian_SLIDERIn esposizione i quadri della pittrice britannica. Il trionfo del colore a evocazione del flusso della vita nel suo rigenerarsi

ROMA – La pittura, tanto dimenticata nelle recenti rassegne internazionali, cerca la sua rivincita e sbarca a Roma nello splendido spazio della Gagosian Gallery con le tele dell’inglese Cecily Brown. Negli anni Ottanta il movimento postmoderno, con il suo desiderio di abbracciare molteplici esperienze, ne aveva iniziato il recupero con accenti e modalità diverse che andavano dal citazionismo alla “bad painting” ma è all’interno della Scuola di Londra che ha continuato ad avere una posizione privilegiata con i grandi esempi di Francio Bacon e Lucien Freud. La giovane Brown parte da lì, accompagnata fin da piccola per mostre dal padre critico e dallo stesso Bacon e inizia le sue prime esperienze all’interno della Young British Art. Cerca però di prenderne le distanze e lascia nel 1994 Londra per New York per abbeverarsi all’Espressionismo astratto americano a lei più congeniale.

Dire qualcosa di nuovo con il pennello è da subito una grande sfida che l’artista vince utilizzando il colore, steso con pennellate veloci ed energiche che depositano grumi di materia sensuale e vischiosa evocando il flusso della vita nel suo continuo rigenerarsi. Sorprendente è all’interno di una potente e struttura pittorica scorgere attimi di figurazione, intensi paesaggi e corpi attorcigliati così che forme astratte e figurative arrivano ad intersecarsi e a sovrapporsi. E’ la vita che irrompe nella tela, come rivela essa stessa in una recente intervista, che provoca un continuo scorrere e mutare delle forme. Il successo arriva alla giovane artista molto presto sottolineato dalla presenza di alcuni lavori nelle collezioni dei più importanti Musei internazionali come la Tate e il Guggenheim e dalle quotazioni dei suoi dipinti alcuni dei quali, presenti in mostra, già anticipatamente venduti a prezzi, anche per questi periodi di magra, da capogiro.

 

(Maria Grazia Tolomeo)

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