La longa manus della Lega Nord sull’Inail

cantiere_edileIl neo commissario, così come il suo predecessore, viene dalle file del partito, in particolare dal ministro Maroni

ROMA – Il 6 novembre scorso è venuto a mancare il presidente dell’Inail Marco Fabio Sartori nominato dal passato Governo. All’Inail Sartori era stato infatti dapprima nominato commissario straordinario nel 2008, poi presidente dal 31 maggio 2010.
A seguito del decreto-legge del 2010, l’Inail ha incorporato, divenendone successore universale, l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (Ispesl), ente di ricerca, organo del Servizio sanitario nazionale, con compiti scientifici e tecnologici. L’Inail, dopo l’incorporazione dell’Ispesl, risulta essere non più soltanto un ente di previdenza, ma anche un ente di ricerca e dunque il suo vertice amministrativo deve possedere qualità scientifiche, indispensabili per attuare i compiti propri di un organo amministrativo.

Il neo nominato commissario straordinario dell’Istituto, dottor Gian Paolo Sassi, laureato in legge, non possiede qualificazione scientifica nelle materie di competenza dell’Ispesl, richiesta in forza del combinato disposto, e la sua nomina risulterebbe disposta con decreto dei Ministri Sacconi e Tremonti, senza la necessaria intesa del Ministro Fazio, titolare del ministero della Salute, vigilante sull’Inail.

L’Inail è infatti un grande ente pubblico, per di più titolare di un patrimonio netto nell’ordine dei 20 miliardi di euro, che nel 2009 ha registrato un utile di oltre 2,5 miliardi di euro (utile che è stato confermato nello stesso ordine di grandezza nel 2010). La dimensione dell’Istituto è tale che un suo accorpamento al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, previa ristrutturazione in agenzia per preservarne l’autonomia operativa, conferirebbe l’acquisizione di nuove risorse allo Stato equivalenti a quelle richieste con la nuova manovra finanziaria.

La vicenda dell’Inail suscita nell’interrogante qualche perplessità. Stupisce, infatti, si legge nell’interrogazione, che il Ministro Sacconi, già dimissionario e senza consultare tutti i Ministeri vigilanti, abbia proceduto alla nomina del commissario straordinario dell’Inail, nella persona dell’avvocato Gian Paolo Sacchi, consigliere strategico del Ministro Maroni alla data della nomina, laddove anche il precedente presidente-commissario dell’Inail, Marco Fabio Sartori, era stato capo della segreteria politica del Ministro Maroni nella XIV Legislatura.

Si sta cercando dunque, secondo il senatore, di rendere l’istituto una roccaforte in mano alla Lega Nord e in particolare sotto l’ex Ministro Maroni, che si protragga come eredità della terminata stagione politica, tale da consentire che l’operazione liquidazione immobili già in uso all’Ispesl, con fini strumentali, possa portare i benefici preventivati, non necessariamente allo Stato.

Visto che la nomina del commissario straordinario dell’Inail dell’avvocato Gian Paolo Sacchi deve essere ratificata dal Consiglio dei ministri, Lannutti chiede al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’economia e delle finanze di sapere se il Governo intenda confermare la nomina a commissario straordinario dell’avvocato Sacchi o ritenga più opportuno nominare persona dotata di formazione scientifica nelle materie della prevenzione e della sicurezza del lavoro, che abbia anche competenze gestionali, maturate nell’ambito di una carriera di funzionario dello Stato, non proveniente dal mondo della politica, né dalle organizzazioni sindacali.

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