Arresti e corruzione offuscano Finmeccanica

Guarguaglini_GrossiCadono le prime teste di una lunga catena del malaffare. Enav e aziende collegate nella fabbricazione di fondi neri

ROMA – Il tono del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, è da caporale di giornata: “Facciano un passo indietro tutti coloro che sono in qualche modo coinvolti nelle vicende di Finmeccanica”. La conclusione è di carattere giustizialista: “Se non sono in grado di farlo, intervenga il governo azzerando i vertici”. La storia delle dimissioni di Berlusconi sembra aver fatto scuola.

Al di là comunque dei metodi e delle scorciatoie suggerite frettolosamente da qualcuno, senza tener conto né della presunzione di innocenza degli indagati, né del diritto societario di un’impresa privata che, salvo reati accertati, affida all’assemblea dei soci il diritto di fare o disfare gli organi esecutivi, certo è che le vicende del più importante gruppo industriale italiano (la Fiat appartiene ormai a un altro mondo) si tingono ogni giorno di più di un colore giallo cupo.

Sono partiti i primi arresti e le gole profonde, ormai allo scoperto, stanno vuotando i sacchi. La catena del malaffare che unisce Finmeccanica-Selex-Enav-Technosky-Printsistem e altri “fabbricanti” di fondi neri si allunga ogni giorno e pare non aver ancora toccato il fondo. La questione quindi dei vertici di aziende strategiche per il Paese certamente si pone, anche se non nei termini ruvidi evocati dalla Camusso.

In Finmeccanica il ricambio in parte c’è già stato con la nomina di Giuseppe Orsi sulla poltrona di amministratore delegato al posto di Guarguaglini, che per ora non molla le deleghe che gli sono rimaste. Tuttavia con l’autosospensione di Lorenzo Borgogni, l’ex potente direttore delle relazioni esterne e braccio destro del “capo”, è cominciata l’epurazione dei fedelissimi.

Alla Selex si davano per scontate nel consiglio di amministrazione di ieri le dimissioni dell’amministratore delegato Marina Grossi, sollecitate dallo stesso capo del gruppo “nell’interesse della società e dei suoi dipendenti, clienti e fornitori”. Dimissioni che puntualmente non sono arrivate. “Ho sempre agito nella più assoluta legalità”, ha controbattuto la moglie di Guarguaglini.

Al ricambio dei vertici dell’Enav ci ha invece pensato il magistrato che ha spedito agli arresti domiciliari l’amministratore delegato Guido Pugliesi e un altro paio di collaboratori e consulenti orbitanti nella sua sfera. Lì quindi ci potrebbero essere i presupposti per qualche nomina, sia pure interinale, da parte del neo presidente del Consiglio, d’intesa con Corrado Passera , da pochi giorni ministro dei trasporti.

Evidentemente però il problema non è manageriale, ma politico, non tanto e non solo per i nomi altisonanti che escono a getto continuo dalla macchina del fango, quanto per il sistema che ha coinvolto una buona fetta dell’industria a partecipazione pubblica e il sottobosco di faccendieri e sedicenti imprenditori che gli ruota intorno. L’opera di bonifica – ahimè affidata ancora una volta soltanto alla magistratura – è appena cominciata. Romacapitale.net si impegna, nei limiti delle proprie possibilità, a darne la più ampia informazione possibile.

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