L’Anm interviene sull’aggressione al tribunale di Velletri

palamara-anm-sliderLa vicenda ripropone il problema delle misure di sicurezza negli uffici giudiziari. Sgomento e indignazione

ROMA – “L’Associazione nazionale magistrati apprende con sgomento e indignazione la notizia del tentativo di aggressione ai danni dei giudici del Tribunale di Velletri, Sabrina Lorenzo, Bianca Ferramosca, Gilberto Muscolo e di alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, nonché  della devastazione dell’aula del Tribunale”.

Arriva nel primo pomeriggio la nota ufficiale dell’associazione nazionale magistrati sull’episodio avvenuto ieri al tribunale di Velletri dove i familiari di tre ragazzi, uno italiano e due di origine argentina, condannati per lo stupro di una sedicenne, appena emesso il verdetto hanno scatenato l’inferno nell’aula dove si celebrava il processo. Il tempestivo intervento di un maresciallo e due carabinieri della stazione della località alle porte di Roma, in servizio di assistenza alle aule, ha impedito che i giudici venissero malmenati.

“Come in molti altri casi di attacchi personali, intimidazioni, minacce rivolti a magistrati – prosegue la nota – impegnati nel loro lavoro, anche in questo ennesimo, intollerabile atto non è difficile individuare gli effetti di una lunga e irresponsabile campagna di delegittimazione della magistratura e delle sue decisioni.

L’episodio, che addirittura ha visto il tentativo da parte dei facinorosi di entrare nella camera di consiglio, dove ha dovuto rifugiarsi per evitare danni fisici anche il pubblico ministero di udienza Giuseppe Patrone, non ha avuto conseguenze ancora più gravi solo grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine.

La vicenda ripropone con forza il problema delle misure di sicurezza degli uffici giudiziari e della presenza delle forze dell’ordine nelle aule, troppe volte sguarnite o presidiate in modo del tutto insufficiente”.

I parenti, autrici dell’episodio, dodici donne e otto uomini, sono stati arrestati dalle forze dell’ordine. Le accuse sono di minaccia a corpo giudiziario, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Sei sono stati infatti i carabinieri feriti, mentre anche una loro pattuglia è stata danneggiata all’esterno del tribunale. I tre ragazzi sono stati invece condannati a otto anni e sei mesi per lo stupro di una ragazzina avvenuto Torvajanica nell’aprile del 2010.

Lo stupro per il quale sono stati condannati dal Tribunale di Velletri, e che ha spinto i loro parenti a distruggere l’aula e tentare di aggredire i giudici, avvenne nell’aprile del 2010 a Torvajanica, nel giorno di Pasquetta. Emiliano e Nicolas Pasimovich, 20 anni, gemelli con origine argentine e rom e appartenenti ad una famiglia nomade, e Maurizio Sorrentino, 21 anni di Torre Annunziata violentarono una ragazza che all’epoca aveva 16 anni.

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