Una colata di cemento ci seppellirà? L’elenco delle delibere

Edilizia_selvaggia_slider35 delibere in materia urbanistica potrebbero cambiare la città. I rischi di una speculazione selvaggia

ROMA – E’ l’interrogativo horror che circola da quando il Sindaco ha deciso di mettere all’ordine del giorno dell’Assemblea capitolina 35 proposte di delibera in materia urbanistica. In effetti, se per ipotesi fossero approvate tutte il volto della città subirebbe una delle più radicali operazioni di lifting urbano.

In quella proposta infatti c’è di tutto, dalle convenzioni con imprese di costruzioni ai nuovi piani di zona, dalle opere pubbliche all’edilizia popolare, dalle compensazioni alle nuove licenze edilizie. Tra le tante, ve ne sono alcune su cui da anni infuria una battaglia all’ultimo sangue. Quella del Velodromo, per esempio, dove la società pubblica-privata Acquadrome ha presentato una variante al progetto iniziale che aumenta considerevolmente la parte residenziale, mandando su tutte le furie le associazioni di abitanti del territorio. C’è il parco di Tor Marancia che è stato salvato dalle “mutilazioni” a prezzo di ricche compensazioni di metri cubi in giro per la città. Ci sono i 58.337 metri cubi edificabili all’Ostiense per la società Nuova Florit. C’è l’accordo di programma per l’approvazione, in variante al PRG, del programma di trasformazione urbanistica di Spinaceto per i diritti edificatori derivanti dalla transazione compensativa con la “Egenco/Parsitalia” per l’area deposito della Magliana. E via proseguendo. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutti i costruttori.

Un pacco regalo natalizio – dicono i rappresentanti della Destra in Campidoglio – che nessuno poteva immaginare di quelle proporzioni. A prescindere comunque dall’esame di merito di ciascuna proposta, Romacapitale.net pubblica in allegato l’elenco completo delle delibere all’esame dell’Assemblea.

Il problema, che investe interessi colossali e scelte urbanistiche strategiche, non poteva non assumere una chiara connotazione politica, non solo per le dimensioni complessive dell’intervento, ma per i tempi scelti della presentazione e per i principi urbanistici rimessi in discussione. A saltare sulla sedia però sono stati solo i rappresentati della Destra, all’opposizione in Consiglio comunale. Dice Dario Rossin, capogruppo del partito di Storace in Campidoglio: “L’amministrazione Alemanno sembra piegarsi ai poteri forti, esponendo la città a milioni di metrature di cemento con serio rischio per l’ambiente capitolino e l’imponente spettro della speculazione urbanistica”. E le altre opposizioni? Per il momento tacciono, anche perché qualche malalingua insinua che in quel pacchetto ci siano anche impegni già presi dall’amministrazione Veltroni.

La battaglia in aula Giulio Cesare si preannuncia dunque strenua. Replica l’assessore all’urbanistica, Marco Corsini: “Non c’è nessun sacco di Roma. Quasi tutte le delibere di cui si discute sono di attuazione del Piano regolatore. Non ci sono cubature superiori a quelle già previste. Se le proposte di delibera sono state presentate tutte insieme, ciò è dovuto al fatto che da mesi l’Assemblea capitolina non affronta materie urbanistiche”. Gli si obietta tuttavia che, al di là dei metri cubi, vengono stravolti principi fondamentali dello sviluppo urbanistico, come quello delle opere di urbanizzazione propedeutiche alla concessione edilizia. “Se applicassimo rigidamente quella regola – osserva l’assessore – le imprese non troverebbero più una lira sul mercato, dal momento che le banche non concedono alcun prestito in mancanza di titoli edificatori”. Rossin respinge al mittente la motivazione: “Non mi spiego come chi ha il dovere di tutelare cittadini e territorio possa avallare un ritorno a metodi del passato, propri delle amministrazioni di sinistra, con la scusa dell’impossibilità a ricevere crediti dalle banche per i cantieri”.

Come è evidente, insomma, ci sono tutti gli ingredienti per una disfida cruenta in Consiglio comunale. Il rischio che si corre è che con l’acqua sporca della speculazione edilizia si finisca col buttare anche quelle scelte di crescita e di assetto urbanistico equilibrato che Roma aspetta da anni.

 

L’ELENCO DI TUTTE LE DELIBERE

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