Linea B, il verdetto rimandato di una settimana

Metro_B_termini_sliderlI Tar si pronuncia sull’appalto di gara aggiudicato ad un gruppo di imprese, contestato da Acer e Cmb

ROMA – Il Tar ha deciso in merito al ricorso presentato dall’Acer di Eugenio Battelli e dalla Cmb di Carpi, contro l’aggiudicazione della gara assegnata al gruppo Vianini (di Caltagirone), Salini Costruttori e Ansaldo Sts per il prolungamento della metro B da Rebibbia a Casal Monastero.

La decisione di oggi, il cui dispositivo sarà reso noto entro una settimana, metterà la parola fine a un intoppo giudiziario e darà forse il via ai lavori per il prolungamento della metro B . È infatti atteso ad horas il verdetto del Tribunale amministrativo del Lazio sul ricorso.

La seconda sezione del Tar, presieduta da Luigi Tosti, dovrà dunque dire se annullerà o meno i provvedimenti con cui Roma Metropolitane, per conto del Comune, ha aggiudicato in via definitiva, lo scorso 9 settembre, l’appalto da 560 milioni di euro all’associazione temporanea di imprese costituita dalle tre aziende.

Intanto in attesa della sentenza, Roma Metropolitane con il suo legale, l’avvocato Stefano Vinti, si era impegnata davanti ai giudici a non stipulare il contratto per l’affidamento dell’opera. “Attendiamo l’esito del pronunciamento del Tar per avviare i cantieri per un’infrastruttura importantissima per la mobilità: siamo convinti comunque della bontà dell’operato di Roma Metropolitane riguardo l’iter che ha portato all’aggiudicazione dell’opera”, commenta l’assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma.

Oggi dunque il verdetto. Se il ricorso verrà accolto, Salini-Vianini-Ansaldo saranno esclusi e, a quel punto, l’opera o passa ai ricorrenti oppure (a seconda delle decisioni del Comune) si rifarà la gara. Se invece dovesse essere respinto si procederebbe con gli attuali aggiudicatari.

La vicenda è ovviamente grossa, dal momento che non solo ci sono in gioco tanti soldi, ma si tratta di un’opera infrastrutturale importante, la prima opera pubblica completamente pensata e predisposta dalla giunta Alemanno.
Nel ricorso, Acer e Cmb, difese da Salvatore Napolitano e Michele Di Cilla, sostengono che l’offerta del raggruppamento Vianini-Salini-Ansaldo risulta “non conveniente oltreché del tutto inidonea ed inappropriata al perseguimento dell’interesse pubblico sotteso all’affidamento in concessione del prolungamento della linea B in quanto ha posto a disposizione del Comune ridottissime risorse economiche private, con conseguente abnorme incremento del canone di disponibilità a carico dell’amministrazione, e in quanto ha esonerato l’aggiudicatario da qualsivoglia rischio economico inerente alla gestione dell’opera”.

Secondo i legali del raggruppamento guidato da Salini e Vianini, invece, non solo la gara è stata regolare, ma l’Acer e Cmb “dovevano essere escluse perché inopportunamente avevano fatto delle variazioni al progetto non conformi alla strumentazione urbanistica del Comune di Roma”.

Al di là degli aspetti giuridici, Acer e Cmb contestano che Salini e Vianini si sono aggiudicate l’appalto non impegnando risorse nel project financing dell’opera, ma piuttosto nelle operazioni di valorizzazione immobiliare che saranno comunque a carico del Comune di Roma, che dovrà cambiare le destinazioni d’uso e destinare aree agli insediamenti residenziali.

Infine, e non certo per importanza, il ricorso si basa anche su un altro punto e cioè le modifiche all’offerta presentata dai vincitori Salini-Vianini-Ansaldo ancora a gara aperta. Il 30 novembre infatti, sostengono i ricorrenti, Salini, in violazione del principio di unicità dell’offerta, avrebbe integrato la sua proposta, modificandone alcune condizioni economiche e di valorizzazione immobiliare (area di Pietralata).

La decisione del Tar di oggi è dunque di estrema importanza, sia per la città di Roma che per future possibili aggiudicazione al consorzio Vianini-Salini-Ansaldo, da tempo oggetto di contenziosi, non solo legali.

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