14:36 | Delitto di via Poma, nuova perizia sul reggiseno di Simonetta

I giudici della Corte d’assise d’appello di Roma hanno disposto una nuova perizia sul morso e su alcuni reperti legati all’assassinio di Simonetta Cesaroni, uccisa poco più che ventenne negli uffici dell’Aig a via Poma, il 7 agosto del 1990. Per l’omicidio è stato condannato in primo grado l’allora fidanzato di lei, Raniero Busco. La nuova consulenza , che riapre la fase dibattimentale del processo, dovrà fare chiarezza sull’orario della morte, sulla natura delle lesioni riportate dalla Cesaroni e sulla modalità di conservazione dei reperti utilizzati per le analisi genetiche. La Corte ha motivato il provvedimento “al fine di riesaminare le contrastanti prospettazioni dei consulenti del pm e delle parti private, tra l’altro in ordine all’orario della morte, alla natura e all’epoca di determinazione delle lesioni riportate dalla Cesaroni sul seno sinistro e in regione sterno-claveare nonché sulle modalità di conservazione dei reperti utilizzati per le analisi genetiche e sulla loro attribuibilità”.

Soddisfatti gli avvocati di Busco, Paolo Loria e Franco Coppi, l’avvocato Lucio Molinaro che assiste i famigliari della Cesaroni e l’avvocato del comune Enrico Maggiore. Favorevole alla nuova perizia anche il procuratore generale Alberto Cozzella che ha spiegato: “Gli elementi collegati al morso che sarebbe stato dato al seno (della vittima, ndr) al momento della morte, vengono ricavati da ipotesi. Per questo è necessaria una perizia conclusiva” oltre la certezza delle tracce di dna di Brusco sul reggiseno e gli altri abiti intimi di Simonetta Cesaroni. Il 5 dicembre verrà nominato il perito che dovrà riesaminare tutti gli accertamenti scientifici svolti negli anni.

Raniero Busco è stato condannato in primo grado a 24 anni di reclusione.

Potrebbero interessarti anche