Il Tar del Lazio approva l’emergenza rifiuti post Malagrotta

malagrotta-sliderBocciati i ricorsi di Colari e Federlazio. Pieno mandato dunque al prefetto Pecoraro. Lettera al ministro Clini

 

ROMA – Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi di Colari e Federlazio che contestavano il decreto che, in relazione alla chiusura della discarica di Malagrotta, indicava la necessità di realizzare siti alternativi. Il tribunale amministrativo non ha accolto dunque la sospensiva sui nuovi impianti. La dichiarazione dello stato di emergenza rifiuti – così come è stata definita nelle ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri – “si fonda su una situazione oggettiva” e al momento “non risultano adottati atti di definitiva localizzazione” per i siti provvisori di smaltimento rifiuti per gestire l’emergenza rifiuti nel Lazio.

La dichiarazione dello stato di emergenza aveva di conseguenza portato alla nomina del prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario per lo stato di emergenza ambientale e tutti gli atti presupposti o comunque connessi. Il verdetto di oggi dà dunque pieno mandato al prefetto a continuare il suo programma.

“Le decisioni del Tar sono importanti rispetto ad una situazione seria che stiamo trattando con l’accortezza del caso. Mi fa piacere che il lavoro che il prefetto Pecoraro ha messo in campo e fortemente sostenuto dalla Regione non sia vano, ma prosegua per evitare che la nostra Regione possa anche lontanamente assomigliare alla Campania. Se questa è la decisione del Tar finalmente una buona notizia”. È il commento della Governatrice del Lazio, Renata Polverini, parlando a margine dell’assemblea annuale dell’Acer, in merito alla decisione del Tar.

Dopo quindi il giudizio negativo del presidente della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti, Gaetano Pecorella, che a seguito dell’ispezione delle cave di Riano (nella zona di Quadro Alto) e Corcolle (nell’VIII Municipio) aveva senza mezzi termini bocciato l’ipotesi di realizzarvi le nuove discariche per il dopo Malagrotta, il piano del prefetto Pecoraro può andare avanti.

Intanto i cittadini di Riano questa mattina hanno chiamato in causa il neo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, per richiamare la sua attenzione e scongiurare l’apertura della nuova discarica a loro avviso piena di criticità.

“Dopo il sopralluogo della commissione bicamerale sulle ecomafie del 22 novembre 2011 – spiegano nella lettera – che ha bocciato il processo di trasferimento della discarica di Malagrotta in Quadro Alto e, così come emerso anche durante la precedente audizione presso la commissione Ambiente della Regione Lazio del 15 novembre scorso, numerose sono le criticità dell’Analisi Preliminare effettuata dalla stessa Regione. Infatti – continuano – in entrambe le occasioni, si è riscontrato che tale documento non si fonda su uno studio accurato e valido dal punto di vista tecnico-scientifico che avrebbe, certamente, evidenziato quelle che rappresentano alcuni dei fattori escludenti. Distanze dal centro abitato che sono inferiori ai limiti di legge, imminente presenza di edifici sensibili, permeabilità dei terreni e conseguente inquinamento delle falde acquifere presenti, cave in piena attività estrattiva”.

I cittadini dunque si appellano al ministro: “Signor Ministro le chiediamo definitivamente di porre la parola fine a questo gioco di ruoli che sta passando sopra le teste di una cittadinanza sgomenta ed impaurita ma non certo rassegnata a smettere di lottare. La invitiamo inoltre, a visitare il nostro territorio per rendersi conto di persona dell’assurdità che stiamo vivendo”.

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