Lavoro, vinsero il concorso nel 2006: mai assunti

Ministero_del_lavoroIl caso in un’interrogazione di Antonio Borghesi (Idv). Al posto dei vincitori ingaggiati segretari comunali

ROMA – Ventidue dirigenti del ministero del Lavoro selezionati nel 2006 e, tra questi, diciotto ancora oggi in attesa di assunzione. E’ il caso portato all’attenzione della Camera dei deputati dal dipietrista Antonio Borghesi, in un’interrogazione rivolta ai neoministri Elsa Fornero e Mario Monti.

Secondo la ricostruzione di Borghesi, i 22 dirigenti sarebbero stati selezionati in un concorso nel 2006. Solo nel 2009, cioè a tre anni di distanza, gli “idonei” sarebbero stati iscritti in una graduatoria per l’assunzione al ministero del Lavoro ma da allora solo quattro di loro hanno trovato posto. Gli altri diciotto, denuncia il deputato dell’Italia dei valori, sarebbero stati “scavalcati” da sessanta commessi comunali più due candidati selezionati per altre funzioni ma ugualmente assunti al dicastero con la qualifica di dirigenti di seconda fascia. “Nelle more della procedura concorsuale (del 2006, ndr) – ha sottolineato Borghesi – il ministero del Lavoro ha assunto ben sessanta segretari comunali, non collocati in disponibilità e senza preventivamente attivare le procedure di pubblicità e trasparenza della selezione del personale. L’assunzione dei vincitori veniva effettuata solo con successivo scorrimento della graduatoria ed assunzione di altri candidati idonei”.

Non solo. Sebbene il dipartimento della funzione pubblica abbia autorizzato la nomina di altre dieci figure direzionali entro il 31 dicembre 2011, secondo Borghesi “a tutt’oggi il ministero non ha proceduto ad assumere alcun dirigente attingendo dalla graduatoria medesima (del 2009, ndr)”.

Il caso, oltre che confusione, ha portato anche a un aggravio di spesa per il ministero del Lavoro perché, come ha fatto notare il deputato, “l’assunzione dei candidati idonei avrebbe comportato invece un risparmio di spesa, in ragione dell’appartenenza già di molti di loro alle amministrazioni centrali e addirittura allo stesso ministero del Lavoro”. La questiona passa ora nelle mani dell’economista e accademica torinese, Elsa Fornero.

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