Si insedia il Comitato direttivo della Scuola della Magistratura

NapolitanoIl Guardasigilli Paola Severino: “Importante traguardo dopo una gestazione lunga e travagliata”

ROMA – Primi passi per l’avvio dell’attività della Scuola Superiore della Magistratura. Oggi al Csm, si è svolta la cerimonia di insediamento del comitato direttivo della Scuola, la cui gestazione, come ha sottolineato il neo ministro della Giustizia Paola Severino, è stata “lunga e travagliata”.

Dell’avvio della Scuola si è occupata infatti la nona Commissione di Palazzo dei Marescialli, che già a luglio aveva i nomi dei componenti del Comitato Direttivo tra cui nomi di prestigio, come quelli di Valerio Onida, Ernesto Aghina, Giuseppe Meliadò e Giorgio Spangher. Gli ultimi tre, sono stati tutti ex membri del Csm: una circostanza – ha tenuto a precisare più volte il presidente della nona Commissione – Franco Cassano, che non è affatto casuale, visto che “deve esserci una linea di continuità tra l’attività del Consiglio Superiore e quella della Scuola”.

Presenti alla cerimonia di insediamento, oltre al Guardasigilli Severino e al vicepresidente di Palazzo dei Marescialli Michele Vietti, anche il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il leader dell’Anm Luca Palamara. Tutti sono stati concordi nel dire che l’istituzione della Scuola superiore della magistratura è “una scommessa ancora da vincere”. Per primo lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, che ha fatto notare come l’insediamento del Comitato, è “un primo e importante passo” verso un nuovo tipo di formazione e aggiornamento dei magistrati.

E la Severino, nella sua prima uscita pubblica da Guardasigilli, ha confermato come la Scuola è “un importante traguardo per il sistema giudiziario italiano, da più parti e da gran tempo atteso”. Il ministro ha sottolineato che “il percorso che conduce alla piena operatività della scuola, dopo una lunga e travagliata gestazione (la legge istitutiva risale al gennaio 2006), è ancora lungo e non privo di ostacoli”. Esistono ancora “problemi logistici e di sostenibilità finanziaria connessi alla necessità di avviare tre sedi distinte come la legge impone”, anche se il ministro è “pienamente consapevole” della contrarietà del Csm “a che le tre sedi della scuola siano destinate ad operare, per così dire, con distinte competenze territoriali fondate sulla diversa provenienza dei magistrati da formare”.

Vietti ha poi puntato l’accento sulla formazione dei giudici che è ”fondamentale per garantire ai cittadini quella figura di moderno magistrato che deve essere anzitutto professionalmente attrezzato” perché la ”legittimazione” non viene ”dal consenso ma da una rigorosa selezione tecnica”. Selezione che, ha spiegato, deve essere “accurata e non può essere limitata soltanto al momento dell’arruolamento, cioè al momento concorsuale, ma deve accompagnare tutta la vita professionale del magistrato”.
E ancora, Luca Palamara, leader del sindacato delle toghe, ha voluto mettere in luce l’importante “modello formativo” della Scuola, che deve “garantire l’unita’ nella formazione dei magistrati”. Per questo l’Associazione nazionale magistrati, ha ribadito, è ”contraria al frazionamento della Scuola soprattutto in base all’appartenenza regionale”. Per garantire l’unita’ formativa, ha concluso Palamara, e’ ”necessario che la Scuola sia centralizzata” e in ogni caso ”la localizzazione non può significare frammentazione”.

Quello delle sedi resta però il nodo irrisolto. La divisione su base geografica, al nord, al centro e al sud potrebbe essere ora sostituita dalle diverse tipologie di formazione: magistrati di prima nomina, formazione permanente e dirigenti. La vicenda delle sedi previste a Bergamo per il nord e Firenze per il centro, ha già visto la battaglia per quanto riguarda il sud tra Catanzaro e Benevento. Un mese fa l’ex guardasigilli Nitto Palma aveva garantito l’intenzione di voler procedere su Catanzaro nonostante il ricorso al consiglio di stato presentato da comune e provincia di Benevento.

Magistratura Indipendente accoglie con particolare favore l’insediamento della Scuola Superiore della Magistratura. “La Scuola rappresenta un’importante istituzione posta al servizio della magistratura, per garantirne l’autonomia e l’indipendenza.
La Scuola Superiore saprà certamente farsi carico di questa importante sfida che assume un particolare rilievo nel contesto europeo, nel solco della continuità delle attività di formazione svolte in questi decenni dal Consiglio Superiore della Magistratura”.

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