Cartelli abusivi, la doppia mossa del Campidoglio | FOTO

cartelli-abusivi-SLIDERIl Comune dichiara guerra agli irregolari ma mantiene la delibera che sana gli impianti abusivi con una multa

ROMA – Improvvisamente sembra che se ne siano accorti tutti. Oltre alle buche sull’asfalto, un’altra triste costante delle strade romane è la miriade di affissioni abusive, alcune delle quali vanno ben oltre ogni civica decenza. Dopo la morte del motociclista albanese di 30 anni, schiantatosi col suo scooter su un impianto pubblicitario abusivo in via Tuscolana, i cartelloni non autorizzati sono tornati a riempire le pagine di cronaca e attualità dei giornali. Ma in realtà si tratta di una storia, anzi di una polemica, assai vecchia.

Un anno e mezzo fa, ad esempio, l’assessore capitolino alle Attività produttive, Davide Bordoni, e la responsabile per il Lazio di Legambiente, Cristiana Avenali, già discutevano della questione. “L’assessore ci ha assicurato la rapida convocazione di un tavolo sulla vicenda dei cartelloni abusivi”, scrisse in un comunicato stampa datato giugno 2010 la direttrice regionale. E già allora l’assessore Bordoni dispose “una immediata verifica da parte dei vigili urbani”, in particolare su un impianto pubblicitario del quartiere Trieste.

Diciotto mesi dopo, nulla è cambiato. Roma è ancora infestata da manifesti abusivi e impalcature non autorizzate per la pubblicità e ci voleva il morto, spiace dirlo, per tornare a parlarne e per cominciare a prendere qualche provvedimento concreto. Così è arrivata l’ordinanza del sindaco Alemanno: “Ogni nuovo impianto pubblicitario, realizzabile a qualsiasi titolo sia per autorizzazione, ricollocazione o spostamento è sospeso fino all’approvazione del Piano regolatore degli impianti pubblicitari”.

L’opera di ripulitura è cominciata a macchia di leopardo un po’ in tutta la città, da viale Marconi a piazza Barberini, passando per piazza Meucci e sta impiegando cinque squadre di intervento. Obiettivo: trovare e rimuovere le strutture abusive (mille secondo il Comune, ventimila per Legambiente) o dichiarate decadute dall’Ufficio affissioni entro la fine di gennaio 2012. Costo: un milione e duecentomila euro tra 2011 e 2012.

L’inizio di una nuova fase? Poco probabile, visto che ieri lo stesso Campidoglio ha bocciato la cancellazione della delibera 37 del 2009 che consente alle ditte che hanno installato impianti abusivi di sanare l’irregolarità pagando una penale. “E’ una lunga serie di eccezioni al Codice della strada e ai vincoli ambientali e paesaggistici”, ha commentato Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Comune. La delibera di Alemanno, quindi, dovrà convivere con questa deroga.

 

I documenti

La delibera del sindaco Gianni Alemanno, del 24 novembre 2011

Il comunicato stampa di Legambiente del 23 giugno 2010

 

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(Federica Ionta)

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