Bus turistici in centro, la polemica sulla gara

trmbus-open-SLIDERStop alla concessione a Trambus, partecipata da Atac. Il servizio (6 lotti e 60 bus) sarà messo a bando

ROMA – Bando sì, bando no. E’ polemica sulla gara di Roma Capitale per gli open bus, i pullman gran turismo che portano i turisti in giro per la città eterna. La querelle coinvolge l’assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma, e il consigliere Udc vicinissimo a Casini, Francesco Smedile, e riguarda la procedura di assegnazione di sei lotti per il servizio di trasporto su pullman gt nel centro di Roma.

Una questione che si trascina da almeno due amministrazioni comunali. La Trambus Open Spa nasce nel 2003 in comproprietà tra Atac, che gestisce il trasporto pubblico a Roma, e la francese Les Cars Rouges. In quanto a partecipazione pubblica, la società ottenne la concessione del servizio open bus senza gara ma l’Unione europea, sollecitata dal ricorso di un consigliere dei Radicali, giudicò la procedura in violazione della normativa comunitaria sugli appalti e poco meno di un anno fa aprì una procedura di infrazione contro l’Italia.

Dall’incontro tra il commissario europeo e l’allora assessore alla Mobilità capitolina, Sergio Marchi, è nata la decisione di sanare la situazione di irregolarità con un bando pubblico, pubblicato quest’anno e ancora aperto.

Gli estremi della procedura di gara, però, hanno incontrato la resistenza dell’onorevole Smedile, secondo cui il provvedimento “presenta alcune perplessità che mettono confusione e incertezze nel futuro del settore degli open bus, uno degli strumenti più utili alla promozione turistica della città”. La gara pubblica, secondo il consigliere Udc, non offre nessuna tutela dei livelli occupazionali attuali per i dipendenti Trambus e lo stesso vale per i criteri di selezione che, sottolinea Smedile, prevedono “di assegnare solo 9 punti su 100 all’offerta economica più vantaggiosa”, nonostante il “momento di grande crisi finanziaria in cui versano le casse dell’amministrazione di Roma Capitale e dell’Atac”.

“Nel ricordare le tante battaglie portate avanti dai sindacati per stabilizzare i lavoratori precari dell’azienda – ha risposto l’assessore Aurigemma – appare inopportuna la proposta di privatizzare, o meglio svendere, una società che non solo si sta risanando, ma che forse è una delle poche del settore open bus ad operare nel pieno rispetto delle norme sul lavoro”.

Nonostante le pressioni di Smedile, l’amministrazione capitolina non ha alcuna intenzione di revocare il bando. La Trambus, fino ad oggi “protetta” dalla concorrenza, dovrà quindi competere per un business da 60 bus gran turismo ammessi a circolare nel centro storico. Ai migliori offerenti per i sei lotti andrà una concessione di cinque anni.

 

(Federica Ionta)

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