Quel pasticciaccio brutto della Roma-Latina

pontina-trafficoStoria infinita di una infrastruttura strategica. Il Cipe sblocca i fondi, ma Regione e imprese ancora litigano

ROMA – La storia dell’autostrada Roma-Latina, che dovrebbe risolvere la mobilità di migliaia di pendolari e alleggerire il traffico in entrata e in uscita dalla Capitale, è una storia senza fine. Forse solo i nostri figli avranno la fortuna di vedere realizzata un’opera infrastrutturale considerata strategica per la città.

Ad oggi infatti la situazione è in stallo, da quasi dieci anni. L’ultima notizia in ordine di tempo è arrivata la settimana scorsa dal presidente della Regione Lazio. La Polverini infatti, intervenendo all’assemblea annuale dell’Acer, l’associazione dei costruttori romani, all’Auditorium Parco della Musica, ha dichiarato esplicitamente che “o si scioglie il nodo sulla questione del contenzioso fra Regione Lazio e imprese o la situazione non si sblocca. Senza questo accordo – ha affermato drasticamente – la Roma-Latina non partirà mai. Il Cipe – ha aggiunto – ha sbloccato 468 milioni di euro e ce ne sono altri 711 disponibili, ma tutto è legato a una postilla che dice che il Cipe sblocca le risorse solo alla chiusura dei contenziosi. Dunque – conclude la governatrice – possiamo decidere tutti insieme se delegare la soluzione all’autorità giudiziaria, aspettando quindi i suoi tempi, oppure in maniera seria e responsabile cerchiamo di trovare una soluzione, visto che dipende da noi e dalle imprese che negli anni si sono succedute nell’appalto di un’opera che forse per quel motivo non è mai partita”.

Dunque il tutto è ora in mano a questi due attori principali. Nel frattempo uno dei soggetti fino ad oggi in prima linea in questa storia travagliata, il potentissimo Erasmo Cinque, consigliere di Arcea, la società creata ai tempi del primo bando sotto la giunta Storace, è uscito di scena.

Il costruttore, da sempre considerato vicino alla destra romana, a capo del Consorzio 2050, partner di Arcea, aveva combattuto per la realizzazione del progetto. La sua società infatti aveva ottenuto la realizzazione del ‘Corridoio tirrenico intermodale Roma-Latina’, successivamente aggiudicato attraverso un nuovo bando di gara alla società Autostrade Lazio, istituita dopo pochi anni dalla giunta Marrazzo. I soci privati, capeggiati appunto da Cinque, a quel punto hanno fatto ricorso al Tar per chiedere un risarcimento danni per oltre 850 milioni di euro per mancati introiti.

La querelle è quindi ora in mano alla giustizia amministrativa. Erasmo Cinque si è dimesso da consigliere di Arcea “perché forse – ha dichiarato laconico – ho speso fin troppo tempo in questa storia. È ora di guardare avanti anche se – conclude – la annovererò tra i miei insuccessi professionali”.

Intanto secondo l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Luca Malcotti, “la Regione Lazio che ha fatto tutto quanto c’era da fare (progetti definitivi e finanziamenti), sarebbe ora pronta a indire la nuova gara europea e nel giro di sei anni (!) a realizzare il primo lotto dell’autostrada”. L’assessore si augura infatti che si sciolga una volta per tutte il nodo anche perché secondo l’ente territoriale non è l’Arcea la concessionaria dell’autostrada, ma Autostrade per l’Italia, la società pubblica al 100 per cento (50% Regione e 50 Anas).

Secondo i Verdi invece la storia ha lasciato molti punti oscuri. “Le carte sequestrate dalla Guardia di Finanza che sta effettuando delle verifiche nell’ambito di una indagine della Corte dei Conti per danno erariale – ha affermato il presidente regionale dei Verdi, Ferdinando Bonessio – e l’accesso che ci è stato negato per la consultazione degli atti e dei documenti relativi al progetto, lasciano una coltre di nebbia su questa vicenda.

“Inoltre – aggiunge Bonessio – per quanto riguarda il progetto siamo dell’idea che per risolvere il problema della mobilità non serva un’autostrada che porta ulteriore traffico nella Capitale, ma una metropolitana di superficie sarebbe la soluzione più idonea, sia per uno sviluppo sostenibile sia per i minor costi e minor impatto ambientale sul territorio. Non ci dimentichiamo – conclude il presidente – che l’autostrada Roma-Latina sarebbe a pedaggio il che è allucinante se si pensa che sarebbe utilizzata tutti i giorni da migliaia di pendolari che fanno la spola tra il capoluogo e la Capitale”.

Chissà se con il cambio al vertice dell’Arcea qualcosa finalmente si sblocchi. Perché, come ha affermato lo stesso Cinque, la storia va avanti da troppo tempo. È ora di guardare oltre.

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