Fiumicino si espande sui terreni di Benetton

Fiumicino_aeroporto_sliderInvestimenti per 2,5 miliardi nei prossimi anni e altri 10 fino al 2044. Un’interrogazione dei senatori Pd

ROMA – Il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino – di cui anche questo giornale si è occupato diffusamente in passato – è sempre agli onori della cronaca politica della Capitale per le dimensioni dell’investimento e per gli interessi che lo sottendono. Dopo il blocco degli investimenti deciso da Adr in attesa dell’adeguamento delle tariffe aeroportuali, ora sembra che l’azienda posseduta da Gemina abbia intenzione di fare le cose in grande. Il nuovo piano a cui sta lavorando prevede infatti “l’acquisizione di nuovi terreni, per l’espansione dello scalo a nord, in modo da innalzare entro il 2020 la soglia di capacità dello scalo a 50 milioni di passeggeri/anno, per allineare il ‘Leonardo da Vinci’ ai principali scali europei”.

Si legge testualmente nel piano che “il primo passo si è concluso nel 2010 con una gara internazionale che ha visto confrontarsi alcuni tra i principali raggruppamenti mondiali di engineering e pianificazione delle infrastrutture aeroportuali. La società anglo-americana Scott Wilson, leader a livello internazionale nel settore, si è aggiudicata l’appalto per la redazione del MasterPlan entro luglio 2012. Il progetto prevede una espansione dei confini del Leonardo da Vinci di ulteriori 1.300 ettari in aggiunta ai 1.600 attuali, e la realizzazione di una serie di infrastrutture di portata tale da ridisegnare completamente l’aeroporto”. In particolare saranno realizzati nuovi Terminal, 100 ulteriori uscite di imbarco, nuove piste di volo, 140 nuove piazzole di soste per aeromobili, nuove centrali tecnologiche, un’altra stazione ferroviaria per il collegamento diretto con il centro di Roma e strutture ricettive, terziarie, servizi e parcheggi.

Ma è proprio su questo piano faraonico che i senatori del Pd, Roberto della Seta e Francesco Ferrante, segnalano in un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico che “il raddoppio dell’area occupata dall’aeroporto di Fiumicino proposto da Adr e sostenuto da Alemanno è una scelta che non ha nulla a che fare con l’efficienza dello scalo romano, i cui problemi non dipendono certo dall’esiguità delle infrastrutture”. L’unica vera motivazione del progetto sta nel doppio ruolo di Benetton, che è al tempo stesso il principale azionista di Adr e proprietario di gran parte dei terreni su cui sorgerebbe Fiumicino 2. “Insomma – dicono i parlamentari del Pd – un caso di scuola di conflitto d’interessi e al tempo stesso un intervento che cancellerebbe un tratto prezioso di litorale romano”.

Romacapitale.net si era fatto paladino in passato per “costringere” Adr a rispettare gli investimenti a Fiumicino concordati con l’Enac, a prescindere dal problema delle tariffe. Ora chiediamo al senatore Della Seta, che facciamo, mettiamo su un movimento “No Fiumicino2”? “No, non si tratta di questo. Io sono il primo ad essere consapevole dei limiti e delle inefficienze del nostro hub. Ma il problema principale non è quello della dimensione dell’infrastruttura. Le ricordo che l’area aeroportuale di Fiumicino ha più o meno la stessa ampiezza di quella occupata dagli hub di Parigi, Londra o Francoforte, che pure fanno registrare un movimento di passeggeri più che doppio. Il problema vero sta nella gestione complessiva del sistema aeroportuale e nella qualità dei servizi erogati, che a Fiumicino sono tra i più scadenti d’Europa”.

Assolutamente d’accordo, ma non mi dirà che per poter accogliere 50 milioni di passeggeri non occorrono anche investimenti strutturali? “Certo che sì, ma una cosa è ampliare e rendere funzionali le attuali strutture, un’altra è raddoppiare l’aeroporto occupando altri 1.300 ettari di terreno in aggiunta agli attuali 1.600. Ammetterà che un investimenti di tale sproporzione sembra proprio dettato da interessi fondiari della famiglia Benetton. Per questo abbiamo chiesto che il piano, prima ancora che all’autorizzazione delle autorità competenti, sia sottoposto alla valutazione ambientale strategica”.

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