VIAGGIO NEI PARTITI DEL LAZIO | La lotta per il potere nel Pd

primarie-pd-lazio-SLIDCorrenti, sottocorrenti e movimenti. Tutte le spaccature dei democratici alla Regione. E il partito è commissariato

ROMA – Democratici? No: bersaniani, franceschiniani, fioroniani e veltroniani. Il Partito democratico nel Lazio si fa in quattro, ma non nel senso buono. Troppe divisioni o, forse, troppi galli a cantare hanno finito col commissariare il partito che non è riuscito a eleggere il proprio segretario regionale.

E’ sfumata l’ipotesi Gasbarra, tanto voluta da Nicola Zingaretti che con l’ex presidente della provincia voleva evitare le primarie. E invece no: le consultazioni dei democratici si faranno, probabilmente a febbraio. E oltre all’onorevole potrebbero presentarsi pure Giovanni Bachelet e David Sassoli. Il primo ha avanzato la propria candidatura con una lettera a Pier Luigi Bersani, il secondo da tempo ha messo gli occhi sulla città di Roma dove ha organizzato anche un ciclo di incontri insieme a Prodi, Touadì e Rosy Bindi. Obiettivo dichiarato: “mettere a fuoco un progetto di governo dei progressisti italiani”. Sogno nel cassetto: un biglietto di sola andata da Strasburgo, dove Sassoli presiede la delegazione del Partito democratico al Parlamento europeo, a Roma.

Divisi per divisi, in politica, fa divisi al quadrato. E’ quello che è successo con Modem, il movimento democratico appoggiato da Veltroni, Franceschini e popolari che rappresenta l’opposizione interna al Pd nazionale. E che a sua volta è nato un anno fa da uno spin off di Area democratica. Non solo. Due correnti diverse soffierebbero pure sotto la bandiera dei popolari: da un lato i democristiani vicini a Fioroni, dall’altro i mariniani.

Troppi venti, insomma, tirano la vela dei democratici del Lazio. Tutti in direzioni diverse. E quando è così, la barca, nella migliore delle ipotesi, resta ferma. Diceva Seneca: “Non c’è un vento buono, quando il marinaio non sa dove andare”.

 

(Federica Ionta)

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