All’Isfol prove tecniche di sottogoverno Pd

Principe_allIsfolBisogna eleggere il nuovo presidente dell’Istituto. Cesare Damiano (Pd) vuole l’ex dg Principe

ROMA – All’Isfol, l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori che dipende dal ministero del Lavoro, il Pd sta mettendo in atto prove tecniche di sottogoverno.

Ieri infatti scadeva il termine ultimo per esprimere il parere sulla nomina di Sergio Trevisanato a presidente dell’istituto. La XI Commissione Lavoro della Camera riunitasi nel pomeriggio non ha espresso il parere, dunque starà ora al Governo decidere se ripresentare il nome di Trevisanato, fino ad oggi commissario dell’ente, o presentare un altro nome. Ed è qui che entra in gioco di Pd.

Sembra che Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro, sia uno dei sostenitori di Giovanni Principe, ex direttore generale dello stesso Istituto e responsabile dell’area mercato del lavoro del dipartimento Economia del Pd nazionale, uno dei fondatori di Mo.Dem, il Movimento Democratico, l’area del Pd che si raccoglie attorno allo stesso Veltroni, a Fioroni e a Gentiloni, nonché ex segretario Cgil Molise.

Damiano, che scrisse anche la prefazione del libro dell’ex sindacalista, ‘La Legge Biagi. Anatomia di una riforma’, vorrebbe infatti piazzare Giovanni, Gianni per gli amici, a capo dell’Isfol e la mossa di ieri in Commissione sembrerebbe dimostrare che ci sta riuscendo.

Trevisanato invece, molto vicino all’ala destra, era presidente dell’istituto dal luglio del 2004. Riconfermato nel 2008, a luglio di quest’anno l’ente viene commissariato e chi diventa commissario? Ovvio, Trevisanato. Il commissariamento sarebbe dovuto scadere il 31 dicembre quando il 28 ottobre scorso il Consiglio dei ministri, con il governo Berlusconi in caduta, procede alla designazione del presidente, su proposta del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Il nome? Ancora una volta e sempre, Trevisanato.

L’iter della sua nomina, su cui qualcuno aveva sollevato dubbi di incostituzionalità poiché da statuto il presidente che resta in carica 4 anni può essere riconfermato una sola volta, scadeva ieri e visto com’è finito l’esame in Commissione si direbbe che la sua poltrona sia già stata assegnata.

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