Santa Lucia, raggiunto l’accordo con la Regione

santa_lucia1Circa 50 milioni di euro saranno versati dalla Pisana alla Fondazione. Di questi, 26 arriveranno entro il 16 gennaio

ROMA – Al termine di una lunga giornata, dove le voci di un possibile chiusura si erano rincorse, è arrivata la notizia che l’intesa è stata trovata e che la Regione Lazio e la Fondazione Santa Lucia hanno siglato l’accordo.

“La Regione Lazio – si legge nel comunicato – al fine di garantire la continuità assistenziale per i pazienti, la prosecuzione dell’attività dell’istituto e i livelli occupazionali, si impegna a riconoscere alla Fondazione Santa Lucia l’importo complessivo di circa 50 milioni di euro. Oltre 26 milioni saranno corrisposti entro il 16 gennaio 2012 a copertura dei debiti pregressi relativi al biennio 2005-2006 e della valorizzazione delle attività per gli anni 2009 e 2010. L’ammontare è calcolato al netto dei 4 milioni e 600mila euro già anticipati all’anno 2009 lo scorso agosto”.

“Ringraziamo la Regione che ha dimostrato la volontà di aiutare il Santa Lucia e valorizzarne il ruolo di eccellenza”, ha commentato Antonino Salvia, direttore sanitario dell’istituto.

È scongiurata dunque, almeno per il momento, la chiusura di un centro di eccellenza nella riabilitazione neuromotoria come l’istituto Santa Lucia. Verrà infatti garantita l’assistenza ai pazienti, insieme alla prosecuzione dell’attività dell’Istituto e al mantenimento dei livelli occupazionali.

Il lungo confronto che durava ormai da settimane tra l’assessorato regionale alla Salute, i vertici della Fondazione Santa Lucia e i sindacati aziendali, accompagnato dalle instancabili proteste di pazienti, familiari e personale medico, ha partorito alla fine l’accordo sperato.

I debiti del Santa Lucia sfiorano i 100 milioni verso banche, fornitori, Inps e arretrati dei lavoratori. Da tre anni i responsabili dell’Istituto avevano sollevato il problema della insufficienza delle risorse della Regione lamentando il mancato adeguamento delle tariffe applicate alle prestazioni sanitarie, tariffe “ferme al 1994 senza tenere conto, da oltre 16 anni, dell’obbligo di legge di revisione biennale”. A ciò si erano aggiunte anche le sentenze del Tar che davano ragione all’istituto che, essendo un Irccs e quindi un ospedale con un alta specialità, andava trattato come tale. Ciò significava che tutti i tagli, le limitazioni, i ridimensionamenti avviati per decreto nei confronti della struttura non andavano fatti.

L’accordo di ieri si è arricchito di un piccolo giallo: la presidente della Regione, Renata Polverini, ha sporto denuncia alla questura di Roma dopo aver trovato, martedì sera, nella cassetta postale della propria abitazione (priva di targhetta con il nome) un giornale con all’interno copie dei documenti riservati inviati dall’azienda Santa Lucia alla Regione e alla Asl Roma-C, relativa agli accordi economici in via di definizione. Tutto il materiale è stato acquisito dalla Digos.

Intanto un grido d’allarme arriva da gran parte della sanità religiosa romana che denuncia di essere sull’orlo della crisi: si parla dell’Idi, del Fatebenefratelli Isola Tiberina e Fatebenefratelli San Pietro, il San Carlo di Nancy, la Columbus, il Regina Apostolorum di Albano, il San Giovanni Battista e l’ospedale Cristo Re.

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