Scarafaggio nel cappuccino, mille euro per danni morali

blattaLa disavventura di una commercialista romana nel 2006. La donna si rivolse al Codacons e fece causa al bar

ROMA – Si era ritrovata con uno scarafaggio morto in bocca dopo aver sorseggiato un cappuccino. Per i danni morali causati dalla brutta avventura una commercialista romana sarà risarcita con mille euro. La sentenza è arrivata a cinque anni dall’accaduto – era il 2006 quando la donna prese il cappuccino al Gran Caffè Mazzini in zona Prati – ma “si tratta del primo provvedimento in Italia che riconosce il danno da ‘insetto nel piatto'”, ha sottolineato l’avvocato Cristina Adducci del Codacons.

La sera del 16 dicembre di cinque anni fa la commercialista, di nome Angela, stava bevendo un cappuccino insieme a un collega al bancone del Gran Caffè Mazzini di piazza Mazzini. Poco dopo aver appoggiato le labbra alla tazzina, si accorse di un corpo estraneo sulla lingua, che poi si è rivelato essere una blatta. La donna decise quindi di rivolgersi al Codacons per un’azione legale contro il bar e segnalò l’episodio ai Nas, che due settimane dopo contestarono ai proprietari del locale una lunga serie di infrazioni delle norme igienico-sanitarie. Nella cucina, infatti, i militari trovarono “una confezione di carne invasa da blatte, pertanto si è proceduto al sequestro per le analisi”, “presenza massiva di sporco non rimosso lungo la pavimentazione in special modo e al di sotto delle suppellettili”, oltre a elettrodomestici arrugginiti e blatte morte in un frigorifero.

A pesare sulla decisione del giudice Clara Cormio, della XII sezione civile, “pessime condizioni igienico-sanitarie dell’esercizio commerciale”. Il danno “non patrimoniale” è stato riconosciuto “quantificabile in euro mille”.

” Ora i consumatori che troveranno mosche, insetti o altri corpi estranei in pasti e bevande serviti nei pubblici esercizi – ha concluso l’avvocato Adducci – potranno utilizzare tale provvedimento del Tribunale per citare in giudizio gli esercenti che non rispettano le norme igienico-sanitarie”.

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