Energie rinnovabili, l’Italia non fa ancora abbastanza

paesaggio_verdeStudio Wwf ed Ecofys dà al Paese un voto insufficiente. Napolitano: “Basta pratiche scorrette” | IL REPORT

ROMA – Ambiente, Italia bocciata dal Wwf. La pagella “in rosso” per il nostro Paese è firmata da uno studio del Wwf ed Ecofys dal titolo “Climate policy tracker”, la cui edizione 2011 è stata resa nota a Durban, in Sudafrica, nel corso del vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. L’Italia per il 2011 è stata giudicata con una “E” nella scala che va da “A” a “G”, cioè con un punteggio di 5 su 7, dove 1 è il massimo.

L’Italia “aveva obiettivi ambiziosi e ha avviato buone iniziative – si legge nel report – ma il Paese manca di una strategia coerente per mettere in pratica le buone idee”. In particolare per le energie rinnovabili, settore in cui “sono state fatte tante promesse che però sono rimaste solo sulla carta.

Tra le principali criticità evidenziate ci sono difficoltà amministrativo-burocratiche, l’assenza di politiche ambiziose nel settore dei trasporti, la mancanza di incentivi in agricoltura.

Il Bel Paese conferma la deludente media europea per cui, secondo Wwf ed Ecofys, il vecchio continente non raggiungerà “l’obiettivo della de carbonizzazione entro il 2050”. Il brutto voto dell’Italia, infatti, è in linea con quello degli altri Paesi Ue che restano in “una generale empasse riguardo alle azioni a lungo termine”. Tra gli stati più rispettosi dell’ambiente ci sono la Danimarca, che ha presentato una strategia con l’obiettivo di diventare indipendenti dai combustibili fossili entro il 2050, e la Germania, che ridurrà le emissioni di carbonio dell’80-95 per cento.

E sul tema dell’ambiente e delle politiche settoriali che l’Italia sta mettendo in atto si è espresso anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. In un messaggio inviato al nono Convegno nazionale di Legambiente il Capo dello Stato ha sollolineato che “serve l’impegno di tutti, del settore pubblico ed anche dei soggetti privati, per combattere con forza quei comportamenti scorretti verso l’ambiente e il territorio che provocano il dissesto idrogeologico”. Il numero uno del Quirinale si è soffermato sulla necessità di “promuovere una visione e una politica di sviluppo equo e sostenibile attraverso l’effettiva, costante attenzione al rispetto dell’ambiente e del territorio”.

 

I documenti

Il report EU Climate Policy Tracker

Foglio: l’Italia (2011)

Potrebbero interessarti anche