Quei 350 mila stranieri che fanno dell’immigrazione una risorsa

immigratiRoma e provincia ‘capitali’ degli immigrati. Monsignor Feroci (Caritas): “Abbiamo bisogno di loro”

 

ROMA – Con i suoi 350 mila stranieri Roma si conferma la prima città in Italia per numero di immigrati e tra i primi comuni per incidenza di stranieri sulla popolazione totale. Al 1° gennaio 2011 la popolazione straniera residente nella città eterna contava 345.747 persone segnando un incremento annuale del 7,9% (25.338 nuovi residenti) e un’incidenza sul totale della popolazione del 12% (era il 6,7% all’inizio del 2001).

Se tra il 2001 e il 2010 i residenti stranieri a Roma sono raddoppiati, nell’hinterland romano il numero è triplicato. Gli stranieri residenti nella Provincia di Roma sono infatti 442.818, il 9,2 per cento in più rispetto al 2009. Sono soprattutto romeni, filippini, polacchi e bangladesi che vivono sempre di più nell’hinterland romano. I romeni continuano ad essere i più numerosi (74.583 residenti, 21,6% del totale), seguiti da filippini (34.995 e 10,1%) e, con numeri che vanno dalle 16mila alle 10mila unità, bangladesi (4,7%), polacchi (4,4%), cinesi (3,9%), peruviani (3,8%), ucraini (3,1%), egiziani (3,0%).

“L’immigrazione rappresenta una risorsa per il nostro territorio, anche dal punto di vista economico visto il numero dei lavoratori stranieri e le tante imprese guidate da immigrati”. È quanto ha dichiarato l’assessore provinciale alle Politiche sociali e per la Famiglia, Claudio Cecchini, snocciolando i numero contenuti nell’ottavo rapporto dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni curato insieme alla Caritas Diocesana e alla Camera di Commercio.

Il dossier 2011, realizzato da 61 autori, raccoglie e analizza i dati relativi al territorio romano-laziale, con particolare riferimento al mondo del lavoro e della scuola. Per quanto riguarda il lavoro, alla fine del 2010 gli occupati stranieri erano 235mila, il 13,8% dell’occupazione complessiva. Il tasso di occupazione (69,7%) supera di quasi 10 punti quello degli italiani (60,1%), mentre il tasso di disoccupazione è stato del 9,4%.

Il 71,5% degli stranieri trova occupazione nei servizi, il 25,4% nell’industria e il 3,1% in agricoltura. In particolare, è forte la concentrazione nelle costruzioni, che occupano il 19,5% degli stranieri (tra gli italiani solo il 6,5%) e nelle attività riguardanti l’assistenza alle persone e i servizi sociali (44,8% rispetto al 25,2% tra gli italiani). Secondo l’Inps, questo comparto assorbe a Roma oltre un terzo degli stranieri assicurati (35,7%), a fronte di una media nazionale del 17,6%. L’indagine Inps ha inoltre evidenziato che il 70,8% degli intervistati ha lavorato in precedenza nel sommerso e che in 3 casi su 10 l’orario dichiarato in busta paga non coincide con quello effettivo.

Se dunque il 90,2% degli immigrati è occupato come dipendente, in misura quindi percentualmente più alta degli italiani, il lavoro autonomo continua ad acquistare crescente importanza. Nel 2010 il saldo nazionale delle imprese è risultato attivo per 72.530 unità (+ 1,2% al netto delle imprese cancellate) e, nella provincia di Roma, il loro numero complessivo, dopo due anni di contrazione, è aumentato, per giunta con un ritmo più elevato delle altre aree metropolitane.
Alla Camera di Commercio di Roma, risultano registrate, inclusi i titolari stranieri, 443.000 imprese, il 7,3% del totale nazionale. Roma si colloca, così, al secondo posto, subito dopo Milano, per valore aggiunto prodotto dalle imprese. Su 14.371 nuovi titolari di impresa iscritti alla Camera di Commercio di Roma nel 2010, quelli nati all’estero sono 4.214, quasi un terzo del totale. Complessivamente i titolari d’impresa con effettiva cittadinanza estera sono in Provincia 22.508.

Per quanto riguarda invece la scuola, in tutta la Provincia di Roma studiano 52.249 alunni di cittadinanza straniera (33.479 dei quali nella Capitale), l’8,8% di tutti gli iscritti. Nel 40% dei casi (77,3% nella scuola dell’infanzia) sono stranieri di seconda generazione, nati in Italia da genitori immigrati (20.877). A rafforzare la dimensione internazionale dell’area contribuiscono anche i 9.844 studenti universitari di cittadinanza straniera iscritti nel Lazio (a. a. 2009- 2010), il 16,5% degli universitari stranieri in Italia e il 3,8% degli iscritti complessivi.

Molto attive sono le scuole pubbliche e del volontariato per l’insegnamento dell’italiano (15.870 iscritti nella provincia di Roma), in particolare dopo l’introduzione di un test di lingua italiana per il rilascio della Carta di soggiorno CE di lungo periodo. Nei primi sei mesi del 2011 le domande di accesso al test sono state più di 51.000, il 12% di tutti coloro che a quella data avevano maturato in Italia i 5 anni di residenza necessari (400.000). Confortante l’esito delle prove sostenute, superate nell’87% dei casi (95,3% nella Capitale).

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