Snam Rete Gas, separazione consensuale dall’Eni

EniSotto la holding, dal 1° gennaio col nome di Snam, quattro società operative: Italgas, Stogit, Gnl Italia e Trasporto

SAN DONATO – Al via da oggi la separazione funzionale di Snam Rete Gas dalla controllante Eni così come richiesto dal terzo pacchetto energia Ue che prevede la separazione fra società che gestiscono le reti e quelle che forniscono i servizi.

L’assemblea di questa mattina degli azionisti di Snam Rete Gas ha infatti approvato lo scorporo delle attività di trasporto del gruppo in una società controllata Snam Trasporto che dal primo di gennaio si chiamerà Snam Rete Gas, e ha approvato, con efficacia dal 1° gennaio 2012, la variazione della propria denominazione sociale in Snam Spa.

Dal 1° gennaio, l’azienda del cane a sei zampe, vedrà dunque il ritorno del nome originale (acronimo di Società nazionale metanodotti) a contraddistinguere la capogruppo, che a sua volta controllerà al 100% quattro società operative: Italgas, Stogit, Gnl Italia e Trasporto. In pratica le società cui faranno capo tutte le attività di trasporto, dispacciamento, telecontrollo e misura del gas.

“Domani l’assemblea di Snam trasporti nominerà cinque consiglieri, di cui tre saranno indipendenti e la nomina di quelli non indipendenti spetterà a Snam. Eni non è coinvolta (nonostante resti l’azionista di riferimento, ndr)”, ha tenuto a precisare l’a.d., Carlo Malacarne, al termine dell’assemblea. La direttiva Ue prevedeva la nomina di due consiglieri indipendenti, “ma noi abbiamo deciso di proporne tre: la corporate governance sarà come quella di una società quotata”, ha aggiunto il manager. Top secret sui componenti del consiglio, ma non è da escludere che ci siano nomi illustri del settore.

Grazie a questo adeguamento, la futura Snam potrà cogliere più opportunità di sviluppo in Europa. “La costituzione del ramo d’azienda è un atto per noi dovuto per allinearci a quanto richiesto dalla direttiva europea che considera allo stesso livello anche la scelta delle altre opzioni, come quella della separazione proprietaria della rete e quella mista”.

Dice Malacarne, “solo oggi con l’adeguamento riusciremo a capire se le regole in Europa ci consentiranno di continuare a creare valore, come in Italia, altrimenti sarebbe un rischio. Oggi non abbiamo la certezza di creare lo stesso valore. Entro l’anno la direttiva europea sarà recepita e dove ci saranno possibilità mantenendo la creazione di valore le perseguiremo”, ha sottolineato. “Anche per noi – ha proseguito – si aprono possibilità di sviluppo in Europa in quanto nei prossimi due anni le regole dovranno essere modificate e armonizzate a livello europeo e questo ci permetterà di vedere se sarà possibile una creazione di valore”. Per andare nel dettaglio, gli operatori integrati come Eni o Gaz de France “non avranno più a seguito del deconsolidamento dell’attività di trasporto del gas, un interesse come c’è oggi a mantenere la rete, quindi potremmo pensare ad acquisizioni di nuove reti o alla gestione delle reti insieme ad altri”, ha concluso.

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