I quattro obiettivi del libro dei sogni di Alemanno

alemanno-pensa-SLIDLe cose fatte e quelle (tante) ancora da fare. Uno sforzo di programmazione senz’altro lodevole, ma nulla più

ROMA – Con la manovra “Salva Italia” ci siamo sicuramente sottratti agli attacchi speculativi dei mercati, ma non abbiamo certo accelerato la marcia della ripresa dello sviluppo. Anzi, sotto un certo profilo, la prospettiva di un ristagno del sistema economico, se non di una pesante recessione, si è fatta più concreta.

In un quadro macroeconomico a tinte così fosche – come l’Ocse e il Fondo monetario internazionale dipingono il 2012 – gli enti locali vedono progressivamente inaridirsi i tradizionali canali dei trasferimenti statali, avendo peraltro esaurito tutte le possibilità di ricorso alla leva fiscale.

Tocca dunque arrangiarsi con i propri mezzi e fare di necessità virtù. E’ quello che sta tentando di fare l’Amministrazione Alemanno, con risultati finora incerti. Da un lato dunque il Sindaco, insieme ai “colleghi” Polverini e Zingaretti, chiede al ministro per lo Sviluppo Economico di sbloccare senza indugi i 40 miliardi per le infrastrutture “perché siamo in corsa con molte opere pronte e solo da autorizzare: da Fiumicino 2 alla metropolitane, fino alla Roma Latina”.

Dall’altro mette a punto un pacchetto organico di interventi per superare la crisi e rilanciare l’economia di Roma Capitale, anche con il contributo dei privati. “Nello scenario attuale – afferma solennemente Alemanno – avremmo potuto decidere di concentrarci solamente sulla gestione della crisi. Le misure di maggiore impegno e impatto che stiamo già attuando e quelle che siamo in procinto di avviare dimostrano invece la volontà di dare impulso al progetto di sviluppo che abbiamo costruito in questi anni e, insieme, di adottare un approccio proattivo e concreto di fronte alle singole emergenze che derivano dalla crisi”.

Parole sante, ma pur sempre parole! Peraltro già sentite in altre occasioni, come quella degli Stati Generali della Capitale o negli innumerevoli protocolli firmati in serie. Romacapitale.net dà conto qui di seguito, in maniera integrale, del lungo ed impegnativo elenco di opere che l’Amministrazione intende realizzare. I romani si augurano con tutto il cuore che non sia l’ennesimo libro dei sogni destinato a finire in qualche cassetto. Non si può però negare loro il diritto del dubbio sulla reale fattibilità del progetto, dopo i tanti impegni non mantenuti e gli annunci roboanti seguiti dal nulla.

 

Il Piano degli interventi

L’impegno del Governo
Tra le richieste dell’amministrazione, c’è la revisione dei criteri del Patto di stabilità, per garantire le risorse finanziarie per la realizzazione di Fiumicino 2, per il completamento della Rete Metropolitana, per promuovere la candidatura di Roma Capitale alle Olimpiadi, l’assicurare l’avvio del Distretto turistico balneare di Roma (2° Polo turistico) e garantire il trasferimento dei contributi statali e regionali per il Trasporto Pubblico Locale.

Per le piccole e medie imprese
La Camera di Commercio di Roma dispone di risorse finanziarie importanti per sostenere le Pmi. E’ necessario che tali risorse vengano “messe in campo” per creare un Fondo integrato di intervento, che apporti capitale fresco al sistema imprenditoriale e il potenziamento della rete dei Confidi in collaborazione con la Banca Impresa Lazio (BIL) per assicurare un più ampio accesso al credito.

L’impegno diretto dell’Amministrazione Capitolina
Quattro gli obiettivi intorno a cui ruota il piano di interventi. Il primo riguarda l’avvio delle procedure per la realizzazione in project financing delle grandi opere finalizzate alla riqualificazione della città (Waterfront di Ostia, Tor Bella Monaca, Museo della Città di via dei Cerchi, area dell’ex Fiera di Roma) e lo sviluppo della Rete di infrastrutture a sostegno dell’attività terziaria come il nuovo Centro Congressi dell’EUR, la nuova Fiera e il nuovo Mercato dei Fiori.

Il secondo obiettivo consiste nell’orientare la politica di Bilancio verso la razionalizzazione della spesa corrente con il bilancio 2012 attraverso il potenziamento della centrale acquisti, la riduzione dell’indebitamento, la revisione del ciclo delle entrate e la lotta all’evasione, la revisione dei residui passivi, la vendita del patrimonio comunale disponibile e la creazione di una Holding delle società del Comune.

Per la solidarietà diventano strategici gli interventi sulla centralità della famiglia, sulle fasce deboli e sui diritti dei lavoratori, attraverso l’introduzione immediata del quoziente familiare, di un sistema di social card e la creazione della Fondazione Roma Capitale Welfare.

Infine l’attuazione dei Piani Urbanistici e del Piano casa segnerà lo sviluppo della città nei prossimi anni attraverso l’adozione di 20 varianti ai Piani di Zona del II PEEP, l’acquisizione dei 29 piani di zona per realizzare circa 9.000 nuovi alloggi, l’aggiudicazione dei bandi sui cambi di destinazione d’uso e il programma di riqualificazione degli immobili agricoli dismessi o sottoutilizzati (P.R.I.A.).

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