Valentino, 50 anni in un museo virtuale

Museo_valentino

Presentato al Moma di New York con una madrina d’eccezione, l’attrice Anne Hathaway, il museo rappresenta la prima esperienza digitale per il re della moda

Una stanza illuminata da un cielo blu, quello di Roma, e un enorme cubo rosso in cui si materializza una donna vestita di rosso. E’ il biglietto d’ingresso del museo virtuale di Valentino Garavani, in assoluto la prima esperienza digitale dedicata alla moda creata da Valentino e Giancarlo Giammetti. Il museo è stato presentato ieri al Museum of Modern Art con una madrina d’eccezione, Anne Hathaway, per un evento in live streaming su YouTube in tutto il mondo.

valentino_05

Dopo due anni di duro lavoro, Valentino, affiancato dal socio storico, Giancarlo Giammetti – l’ideatore del museo – e da Anne Hathaway, ha accompagnato facendo da guida nelle stanze che raccolgono oltre 5 mila immagini fra abiti (fotografati a 360 gradi) e bozzetti, oltre a filmati e documenti, scorci di un mondo scomparso.

C’è la stanza degli abiti rossi, quella degli abiti bianchi, gli Anni Sessanta e i Settanta, le dive sul red carpet, le prime pubblicità sui giornali, i filmati delle sfilate fino a quella dell’addio, nel 2007. Ci sono ovviamente, e non potevano mancare, le grandi dive vestite da Valentino, da Jackie Kennedy a Soraya.

“Nel museo non c’è solo quello che Valentino ha creato nella sua lunga carriera – racconta Giammetti -. C’è anche quello che è accaduto intorno a lui, c’è l’abito ma anche il contesto in cui è nato, ci sono lo stile e l’epoca in cui quello stile ha potuto crescere ed affermarsi. Così sarà più facile scoprire il legame che unisce la moda con il proprio tempo”.

Black_and_white_room

Valerie Steele, direttrice del Museo di Arte Moderna di New York, nel quale ha avuto luogo la presentazione, ha accolto con entusiasmo il nuovo progetto targato Valentino, sottolineando come da ora in poi numerosi altri stilisti potrebbero seguirne le orme e presentare nuove soluzioni tridimensionali per consentire agli utenti di visitare le proprie collezioni stando seduti comodamente a casa.

Dispiace solo che il museo dedicato al re incontrastato della moda avrebbe dovuto avere sede a Roma – città dello stilista – se non fosse rimasto prigioniero di una serie infinita di cavilli, di incomprensioni, di lungaggini che ne hanno frenato la corsa, anche se la maison sta ancora trattando con il Comune.

Il museo, all’indirizzo www.valentino-garavani-archives.org, è disponibile sotto forma di applicazione collegata a un database online che impiega una tecnologia 3D real time per le piattaforme Windows e Mac.

Potrebbero interessarti anche